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Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili
I due bambini – avranno avuto sei, sette anni – spuntarono sotto le mie palpebre come macchie colorate. Quando il sogno si interruppe, per riacciuffarlo mi bastò chiudere di nuovo gli occhi e li ritrovai nel punto esatto in cui li avevo lasciati.
La bambina con il cappottino blu stringeva al petto una vecchia Polaroid e si dondolava avanti e indietro, su e giù, come cullata da una dolce ninna nanna.
Del bambino ricordo la sciarpa rossa e l’espressione impaziente di chi non vede l’ora di tornarsene in un posto al sicuro. Teneva una mano infilata nella tasca del giubbotto. Con l’altra, si asciugava una lacrima.
A pochi metri l’una dall’altro, lontani dagli adulti, seguivano il movimento delle due bare calate nella terra mentre in cielo volava un aereo che lasciava dietro di sé una lunga scia bianca.
I loro sguardi si incrociarono.
E allora, in quella frazione infinitesimale di tempo, accadde che le due anime si parlarono.
Forse quel silenzioso dialogo rimarrà da qualche parte dentro di loro, fino a quando il destino, o chiamatelo come volete, deciderà di rivelarsi.
Un po’ come due particelle che, originate in un punto dello spazio-tempo, restano legate da un inizio che le renderà non separabili per l’intero arco della loro esistenza, indipendentemente dalla distanza che le divide.
Ecco, se pensate anche voi che lo stesso legame si possa stabilire tra due persone, converrete con me che quello fu il giorno in cui tutto cominciò.
La bambina con il cappottino blu stringeva al petto una vecchia Polaroid e si dondolava avanti e indietro, su e giù, come cullata da una dolce ninna nanna.
Del bambino ricordo la sciarpa rossa e l’espressione impaziente di chi non vede l’ora di tornarsene in un posto al sicuro. Teneva una mano infilata nella tasca del giubbotto. Con l’altra, si asciugava una lacrima.
A pochi metri l’una dall’altro, lontani dagli adulti, seguivano il movimento delle due bare calate nella terra mentre in cielo volava un aereo che lasciava dietro di sé una lunga scia bianca.
I loro sguardi si incrociarono.
E allora, in quella frazione infinitesimale di tempo, accadde che le due anime si parlarono.
Forse quel silenzioso dialogo rimarrà da qualche parte dentro di loro, fino a quando il destino, o chiamatelo come volete, deciderà di rivelarsi.
Un po’ come due particelle che, originate in un punto dello spazio-tempo, restano legate da un inizio che le renderà non separabili per l’intero arco della loro esistenza, indipendentemente dalla distanza che le divide.
Ecco, se pensate anche voi che lo stesso legame si possa stabilire tra due persone, converrete con me che quello fu il giorno in cui tutto cominciò.