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La notte insonne
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Erano le due di notte, erano le due di notte quando capii che il tempo non avrebbe aspettato certo me o la mia età. Le occasioni della vita vanno colte finché questo è ancora possibile, perché per ogni situazione esiste un punto critico al di là del quale è impossibile tornare indietro. Un punto critico perso nello spazio delle distanze, nella prateria del tempo, negli infiniti gesti o nelle eterne parole. Un punto privo di dimensionalità, un punto che nessuno può prevedere...
La notte continuava il suo sonno, mentre io di dormire non ne volevo sapere. Quelle ore dove ti giri e rigiri nel letto in cerca di una posizione comoda o di un bel sogno da fare. Ma quella sera non trovavo nessuno dei due... Dopo aver provato a stancare inutilmente gli occhi nella lettura, presi in mano il cellulare e come tutti ogni tanto facciamo ho iniziato a scorrere la rubrica. Nomi, nomi, cognomi, soprannomi, numeri di casa... Tanti amici, colleghi, numeri utili e quei nomi speciali. Ogni nome evocava il suo personale e stupendamente unico trip. Il “trip” è quanto di più bello succede nella nostra testa, un insieme di istinti, pensieri, desideri, sogni, idee, immagini, suoni che si compongono con lo scorrere del tempo. Il trip è una situazione particolare, è una cenetta, è una chitarra sulla spiaggia, il tutto è evocativo. Tutto quello che agita in noi voglia di vivere e scoprire, tutti quegli sguardi che ci fanno andare lontano, tutte quelle volte che l’agitazione si avverte nell’aria. Un trip è un viaggio della nostra anima, che si stacca dal mondo in cui è segregata e spazia tra i sentimenti veri.
La notte continuava il suo sonno, mentre io di dormire non ne volevo sapere. Quelle ore dove ti giri e rigiri nel letto in cerca di una posizione comoda o di un bel sogno da fare. Ma quella sera non trovavo nessuno dei due... Dopo aver provato a stancare inutilmente gli occhi nella lettura, presi in mano il cellulare e come tutti ogni tanto facciamo ho iniziato a scorrere la rubrica. Nomi, nomi, cognomi, soprannomi, numeri di casa... Tanti amici, colleghi, numeri utili e quei nomi speciali. Ogni nome evocava il suo personale e stupendamente unico trip. Il “trip” è quanto di più bello succede nella nostra testa, un insieme di istinti, pensieri, desideri, sogni, idee, immagini, suoni che si compongono con lo scorrere del tempo. Il trip è una situazione particolare, è una cenetta, è una chitarra sulla spiaggia, il tutto è evocativo. Tutto quello che agita in noi voglia di vivere e scoprire, tutti quegli sguardi che ci fanno andare lontano, tutte quelle volte che l’agitazione si avverte nell’aria. Un trip è un viaggio della nostra anima, che si stacca dal mondo in cui è segregata e spazia tra i sentimenti veri.