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Aspetterò che tu venga...
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Aveva un fiore in mano quella piccola bambina. Camminava tenendo il musetto all'insù e gli occhi persi, di chi non vuole già vederla la realtà.
I passi incerti, il vento incastrato tra i capelli e le piccole manine sudaticce che continuavano a tenere in mano quel piccolo fiore. Una margherita.
Sperava, forse pregava. No, era troppo piccola per farlo.
Era pieno di alberi alti quel posto, verdi quasi non morissero mai. C'era il silenzio, la vita e poi c'era lei. Camminò ancora, s'inginocchiò e lasciò cadere la sua piccola margheritina su un marmo freddo, inerte come lei che invece avrebbe dovuto avere un viso inciso, scolpito dai sogni.
Posò la sua guancia su quel pezzo di marmo, accarezzò qualcosa e lasciò un biglietto con su scritto: "Aspetterò che tu venga ancora a cullarmi tra le braccia, papà."
Non era il tempo delle parole. Si stringeva a sé, a quel vestitino di fiori e alla sua solitudine. Non era per lei pronunciarsi, lasciare che l'anima parlasse ad alta voce. D'altronde, era solo una bambina.
I passi incerti, il vento incastrato tra i capelli e le piccole manine sudaticce che continuavano a tenere in mano quel piccolo fiore. Una margherita.
Sperava, forse pregava. No, era troppo piccola per farlo.
Era pieno di alberi alti quel posto, verdi quasi non morissero mai. C'era il silenzio, la vita e poi c'era lei. Camminò ancora, s'inginocchiò e lasciò cadere la sua piccola margheritina su un marmo freddo, inerte come lei che invece avrebbe dovuto avere un viso inciso, scolpito dai sogni.
Posò la sua guancia su quel pezzo di marmo, accarezzò qualcosa e lasciò un biglietto con su scritto: "Aspetterò che tu venga ancora a cullarmi tra le braccia, papà."
Non era il tempo delle parole. Si stringeva a sé, a quel vestitino di fiori e alla sua solitudine. Non era per lei pronunciarsi, lasciare che l'anima parlasse ad alta voce. D'altronde, era solo una bambina.