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Il muso(ne)
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-Allora! Ci diamo una mossa?-
L'esserino che saltella di fronte al monitor è furioso. Lo è sempre, ogni volta. Paonazzo, strabuzza gli occhi da farsi schizzar via i capillari, sbraita e si sbraccia indicandomi sullo schermo la pagina immacolata. Rosso di rabbia, assomiglia vagamente a una minuscola aragosta cotta al vapore, ma forse non è il caso che glielo faccia notare. Non ora, almeno.
- Senti, non so come iniziare.-, cerco di spiegargli, un po' arresa, un po' piagnucolosa.
- Ah! Non sai come iniziare? Oh, povera!-, mi sbeffeggia con cattiveria. - Dimmi, ti manca l'ispirazione? E' questo? Avrai forse "il blocco dello scrittore"? Ti sei rincitrullita completamente?-
- Smettila di urlare!-, gli intimo, esasperata. - Mi confondi e basta. E poi è la prima volta che provo a scrivere lì, abbi pazienza. O, almeno, un po' di comprensione.-
Si lascia cadere seduto sul mio accendino, sbuffando rumorosamente. Si passa una mano sul viso, a cancellarne la rabbia; l'espressione gli si ammorbidisce, i suoi occhietti mi rivolgono uno sguardo implorante, sfumato di malinconia, e il tono diviene conciliante.
- Potresti cominciare con me che scivolo dalla Luna sulla Terra per aiutare gli scrittori. Magari spiegando perché gli innamorati guardino sempre il vostro gibboso satellite, per essere ispirati e trovare diabetichesentimentalipateticheparolinedamoreschifosamentezuccherineemelense.-
Sorvolo sulla sua apnea di cinismo e mi concentro invece sull'idea. - Ok. Ma perché lo fanno?-
L'esserino si rialza dall'accendino in un vortice di scintille e fumo. - Ma come "perché"?-, ritorna a urlare, strappandosi la maglia. -Perchè ci siamo noi lassù, no? Gli ispiratori! I musi! Coloro che vi donano la scintilla!- Mi salta sulla mano: - Forza, scrivi: "Fin dall'alba dei tempi, nei mari lunari...
L'esserino che saltella di fronte al monitor è furioso. Lo è sempre, ogni volta. Paonazzo, strabuzza gli occhi da farsi schizzar via i capillari, sbraita e si sbraccia indicandomi sullo schermo la pagina immacolata. Rosso di rabbia, assomiglia vagamente a una minuscola aragosta cotta al vapore, ma forse non è il caso che glielo faccia notare. Non ora, almeno.
- Senti, non so come iniziare.-, cerco di spiegargli, un po' arresa, un po' piagnucolosa.
- Ah! Non sai come iniziare? Oh, povera!-, mi sbeffeggia con cattiveria. - Dimmi, ti manca l'ispirazione? E' questo? Avrai forse "il blocco dello scrittore"? Ti sei rincitrullita completamente?-
- Smettila di urlare!-, gli intimo, esasperata. - Mi confondi e basta. E poi è la prima volta che provo a scrivere lì, abbi pazienza. O, almeno, un po' di comprensione.-
Si lascia cadere seduto sul mio accendino, sbuffando rumorosamente. Si passa una mano sul viso, a cancellarne la rabbia; l'espressione gli si ammorbidisce, i suoi occhietti mi rivolgono uno sguardo implorante, sfumato di malinconia, e il tono diviene conciliante.
- Potresti cominciare con me che scivolo dalla Luna sulla Terra per aiutare gli scrittori. Magari spiegando perché gli innamorati guardino sempre il vostro gibboso satellite, per essere ispirati e trovare diabetichesentimentalipateticheparolinedamoreschifosamentezuccherineemelense.-
Sorvolo sulla sua apnea di cinismo e mi concentro invece sull'idea. - Ok. Ma perché lo fanno?-
L'esserino si rialza dall'accendino in un vortice di scintille e fumo. - Ma come "perché"?-, ritorna a urlare, strappandosi la maglia. -Perchè ci siamo noi lassù, no? Gli ispiratori! I musi! Coloro che vi donano la scintilla!- Mi salta sulla mano: - Forza, scrivi: "Fin dall'alba dei tempi, nei mari lunari...