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Un coltello nascosto

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by Clara Favilla

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La conoscenza secondo lei era una forma di continua rotazione: tu incontri una persona di spalle, anzi, ancora meglio. Tu cammini all’indietro finché ad un certo punto urti contro qualcun'altra che cammina all’indietro. Al momento del contatto si decide tutto: ognuno reagisce a suo modo al contatto.
C’è chi scappa a gambe levate terrorizzato che l’altra possa fargli perdere l’equilibrio.
C’è chi si prodiga subito per soccorrere l’altro.
C’è chi abbraccia: non necessariamente perché abbia dell’affetto da dispensare, a volte si abbraccia perché un abbraccio sostiene.
E poi ci sono le persone più interessanti di tutte: c’è chi si volta naturalmente lentissimamente, con un movimento quasi impercettibile; persone che si voltano dimostrando un dettaglio alla volta di sé scoprendo lati sempre più sorprendenti. Quando ti capita di conoscere qualcuno così speri che non finisca mai di ruotare, che abbia sempre qualcosa da scoprire e da nascondere.
Per lei fu così, non appena lui si piegò per aiutarla a raccogliere i fogli da terra, capì che quel sorriso l’avrebbe fregata. Quel modo spontaneo di porgerle il biglietto da visita (l’oggetto meno sexy del mondo che sembrava in quel momento un doblone d’oro), quel suo scriverle spontaneamente di tutto e niente, quella sincerità gratuita.
In ogni gesto faceva dei doni, dimostrando che era una persona che donava tutto ma non regalava niente.
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