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L'ufficio postale
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Le giornate della Merla si erano annunciate, come da tradizione, con il primo vero freddo di stagione. Un cielo greve come una coperta di ghisa toglieva a chiunque la voglia di fare spingendo il desiderio verso l'idea di un sole lontano, dovunque fosse. Ad aggravare quell'accadimento meteorologico, già di per sè sufficientemente depressivo, ci si metteva l'ufficio postale, le sue probabili code, il vociare lamentoso dei clienti, la consueta scortesia degli addetti allo sportello. L'operazione da compiere era di quelle semplici ma l'imponderabile in quelle situazioni è sempre in agguato e di dimensioni tali da poter destabilizzare il normale svolgimento di un pomeriggio. Presa da questi pensieri e indubbiamente prevenuta rispetto al suo prossimo futuro, Marilena varcò la soglia dell'ufficio postale della sua città. In realtà varcare non sarebbe del tutto esatto fu introdotta attraverso due porte scorrevoli di cristallo tipo trasmigratore di materia di Star Trek e la prima sensazione, una volta nel grande padiglione, fu quella di un avvolgente e piacevole calore.
Quella sensazione mitigò in parte l'espressione infastidita della giovane donna, ma il trovarsi di colpo in mezzo a tutto quello che aveva immaginato la ricaccio verso la primitiva cupezza.
Ci sono alcune operazioni essenziali e prioritarie quando si entra alle poste. La prima è quella di gettarsi come un velociraptor verso il distributore di ticket, cercando di precedere chiunque ci stia vicino. La seconda consiste nel fare un rapido giro di orizzonte con l'intento di evitare questuanti, conoscenti, rompiballe, e contestualmente mettere in atto manovre diversive, tipo consultare con aria assorta giornali o riviste, compilare moduli, anche inutili, o, al limite, fingere distrazione e indifferenza.
Quella sensazione mitigò in parte l'espressione infastidita della giovane donna, ma il trovarsi di colpo in mezzo a tutto quello che aveva immaginato la ricaccio verso la primitiva cupezza.
Ci sono alcune operazioni essenziali e prioritarie quando si entra alle poste. La prima è quella di gettarsi come un velociraptor verso il distributore di ticket, cercando di precedere chiunque ci stia vicino. La seconda consiste nel fare un rapido giro di orizzonte con l'intento di evitare questuanti, conoscenti, rompiballe, e contestualmente mettere in atto manovre diversive, tipo consultare con aria assorta giornali o riviste, compilare moduli, anche inutili, o, al limite, fingere distrazione e indifferenza.