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La fermata
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Seduta su una scomoda panchina di plastica che recitava l'amor cortese di Luigi88 e Monyfavola, la sig.ra Maria si guardava attentamente la punta consunta delle scarpe. Sfoggiava un paio di vecchie ma elegantissime scarpe bianche modello tip tap con ricami in pizzo San Gallo fatti a mano, quel genere di scarpa da occasione speciale che dopo una certa età si ha il permesso di indossare ogni giorno. E l'occasione speciale per cui le aveva comprate, la sig.ra Maria se la ricordava ancora bene, anche se non le piaceva pensarci. Quando quindici anni prima un'amica l'aveva invitata ad una svendita di campionario era sicura che avrebbe trovato le scarpe perfette per la comunione di Marilisa, l'ultima nipote di Rosetta , e così era stato. Per un prezzo ridicolo si era portata a casa quelle scarpe da sogno, leggermente deformate dall'insistenza modella che aveva costretto il suo piede in quel 37 da Cenerentola. Invece era successa una cosa che mai avrebbe pensato, la piccola Marilisa era scomparsa nel nulla la sera stessa della comunione lasciando un vuoto nel cuore dei familiari e rendendo a Maria dolorosa anche solo la vista di quelle scarpe. La figlia di Rosetta - povera donna - non si era più ripresa, tanto che due anni prima l'avevano portata alla Serenissima per un controllo e li l'avevano lasciata, perché lei tanto serena non lo era più. Questo pensava la sig.ra Maria mentre aspettava la 92 dopo aver fatto la spesa settimanale con l'aiuto di Rocco, il figlio del portiere. Con otto minuti di ritardo rispetto al solito orario, colpa del mercato del martedì , ecco arrivare alla fermata il polveroso autobus. Mentre sale, la sig.ra Maria sente la scarpa allentarsi, il cinturino intorno alla caviglia ha ceduto. "Scarpe maledette!" mormora tra sé mentre incontra lo sguardo di una ragazza, e una serie di brividi le percorre la schiena.