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Love & Rock al tempo dei cinquantini
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Non aveva mai preso in mano una chitarra, e quando lo fece per la prima volta io ero li. E ora posso raccontarlo.
Era uno stanco sabato sera in uno di quei paesini sfigati che nessuno si fila a meno di non abitarci. Io avevo quattordici anni e con il cinquantino al massimo ero arrivato da casa mia alla piazza, tredici kilometri e trecento metri. Non c'era niente in quel raggio che mi attirasse più di quel bar posto di fronte al sexy shop.
Un buco di paese: due bar, quattro farmacie, tre alimentari (si, questa storia è ambientata al tempo di quando questa parola aveva ancora una sua dignità commerciale) e un sexy shop. Fantastico. Per noi era il top.
Ero li anche quella sera, trascinato fuori casa un pò dal fatto che fosse sabato e un pò dall'insistenza di Sere. Che poi non mi piaceva nemmeno, ma era l'unica che mi filava, e quella sera aveva una sorpresa, disse.
Arrivai in piazza come al solito in ritardo, ma naturalmente ero comunque il primo. Samu arrivò poco dopo di me con la sua Aprilia RS, che quando rombava potevi sentirla da distanze galattiche, e a noi sembrava una gran figata. Robi e la sua nuova ragazza ci raggiunsero con l'Ape del papà di lui, un catorcio che tutti al tempo invidiavamo per il semplice fatto che era l'unico tra i mezzi del nostro gruppo ad offrire un tetto sulla testa in caso di pioggia, nonché naturalmente un impianto stereo che pompava da paura.
Finalmente arrivò anche Sere, che non era sola, con lei c'era un tizio mai visto.
Era uno stanco sabato sera in uno di quei paesini sfigati che nessuno si fila a meno di non abitarci. Io avevo quattordici anni e con il cinquantino al massimo ero arrivato da casa mia alla piazza, tredici kilometri e trecento metri. Non c'era niente in quel raggio che mi attirasse più di quel bar posto di fronte al sexy shop.
Un buco di paese: due bar, quattro farmacie, tre alimentari (si, questa storia è ambientata al tempo di quando questa parola aveva ancora una sua dignità commerciale) e un sexy shop. Fantastico. Per noi era il top.
Ero li anche quella sera, trascinato fuori casa un pò dal fatto che fosse sabato e un pò dall'insistenza di Sere. Che poi non mi piaceva nemmeno, ma era l'unica che mi filava, e quella sera aveva una sorpresa, disse.
Arrivai in piazza come al solito in ritardo, ma naturalmente ero comunque il primo. Samu arrivò poco dopo di me con la sua Aprilia RS, che quando rombava potevi sentirla da distanze galattiche, e a noi sembrava una gran figata. Robi e la sua nuova ragazza ci raggiunsero con l'Ape del papà di lui, un catorcio che tutti al tempo invidiavamo per il semplice fatto che era l'unico tra i mezzi del nostro gruppo ad offrire un tetto sulla testa in caso di pioggia, nonché naturalmente un impianto stereo che pompava da paura.
Finalmente arrivò anche Sere, che non era sola, con lei c'era un tizio mai visto.