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Niente di personale
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Sono un tipo abitudinario. La mia abitudine è bere. Quella volta che il bar Catfish ha chiuso per fallimento ero così disperato che sono tornato a prendere a calci la saracinesca tutti i giorni per due settimane, finchè qualcuno ha chiamato la polizia e io gli ho lanciato la prima cosa che ho trovato lì intorno.
Sono un tipo abitudinario che beve e lancia gatti ai poliziotti. Mentre ripenso a quel gatto si è fatta sera e non ho ancora trovato una scusa decente per presentarmi a casa di Vivian senza darle nuovamente l’impressione di essere un idiota. Perché ciò che conta, lo dicono tutti, è la prima impressione, ma della seconda impressione non parla nessuno, e non deve essere un buon segno, questo. Ma io renderò la seconda impressione quella giusta, quella che mi permetterà di uscire con lei molto presto e di farci l’amore, ci puoi giurare Victor, quant’è vero che sei qui adesso. Molto presto...forse proprio questa notte. Il ricordo di quando l'ho incontrata mi toglie il sonno da una settimana, e questa per un abitudinario è una bella rottura di palle. Lei che si rosicchia le dita coi bei denti bianchi e un po’grandi, lei con lo sguardo fisso nel vuoto a inseguire il filo di chissà quale pensiero, ed io lì, immobile come un idiota (appunto). Quel ricordo mi torna in mente troppo spesso ormai, come una nuova abitudine. Più la guardavo più desideravo di possederla, di vincerla, magari un giorno di sposarla, ma poi conclusi che era già abbastanza seccante essermi svegliato in quel vagone senza avere uno straccio di ipotesi sul perché.
Sono un tipo abitudinario che beve e lancia gatti ai poliziotti. Mentre ripenso a quel gatto si è fatta sera e non ho ancora trovato una scusa decente per presentarmi a casa di Vivian senza darle nuovamente l’impressione di essere un idiota. Perché ciò che conta, lo dicono tutti, è la prima impressione, ma della seconda impressione non parla nessuno, e non deve essere un buon segno, questo. Ma io renderò la seconda impressione quella giusta, quella che mi permetterà di uscire con lei molto presto e di farci l’amore, ci puoi giurare Victor, quant’è vero che sei qui adesso. Molto presto...forse proprio questa notte. Il ricordo di quando l'ho incontrata mi toglie il sonno da una settimana, e questa per un abitudinario è una bella rottura di palle. Lei che si rosicchia le dita coi bei denti bianchi e un po’grandi, lei con lo sguardo fisso nel vuoto a inseguire il filo di chissà quale pensiero, ed io lì, immobile come un idiota (appunto). Quel ricordo mi torna in mente troppo spesso ormai, come una nuova abitudine. Più la guardavo più desideravo di possederla, di vincerla, magari un giorno di sposarla, ma poi conclusi che era già abbastanza seccante essermi svegliato in quel vagone senza avere uno straccio di ipotesi sul perché.