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Wo(man) in the mirror

1

by Manuela Raganati

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Andava tutto più lento e la voglia di cambiare era così irrefrenabile che l'immaginazione era uno dei giochi che amava di più. Amava gli specchi e spesso si trovava ore a ballare davanti ad essi.
Vestiti colorati e proibiti aderivano al suo fresco corpo ancora in via di sviluppo.
La musica era qualcosa che la rapiva. Le entrava dentro e creava storie.
C'erano sere d'estate che spegneva la luce.
Nella sua stanza al buio, Tina sola con il suo walk-man faceva l'amore con il mondo. Anche se era ancora presto. Ma non aveva mai sonno.
Ogni scoperta era un passo avanti. Significava diventare più grandi per Tina.
Rubare un cd nuovo dalla stanza della grande sorella, tenere tra le dita una cannuccia per fingere di fumare una sigaretta, innamorarsi una volta al mese di strani esseri di carta, visti sui giornali o nei telefilm americani: erano tutti suoi tipici modi di giocare.

Tina un giorno si svegliò. Accese il computer, poi la connessione, lanciò Internet Explorer. Da un blog apprese che il giorno prima Michael Jackson era morto per un arresto cardiaco.
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2

by Elisabetta V.

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Non voleva credere ai suoi occhi mentre scorreva velocemente le righe di un articolo che aveva aperto sul blog.
Era cresciuta ascoltando la musica del King of Pop cercando di imitare i passi, le movenze anche quel gesto considerato dai suoi genitori come "osceno e diseducativo" .
Chiamò subito la sua migliore amica, Raffaella. Si diedero appuntamento al bar vicino casa, quello frequentato dai ragazzi del liceo scientifico che, secondo Raffaella, erano i più fichi di tutto il quartiere.
Spense il computer e andò di corsa a vestirsi. Un toppino corto e un paio di jeans aderenti potevano bastare. Scelse poi le sue scarpe preferite che la facevano sentire "grande", un po' di trucco, profumo e la sua borsetta che conteneva lo stretto necessario.
In attesa che arrivasse l'ascensore il suo telefonino squillò. Era Roberto, il suo maestro di danza che le ricordava di portare il costume per le prove del saggio di fine anno. Una scusa banale, pensò Tina ma non voleva soffermarsi troppo, in fondo era il suo maestro da tanto tempo e giustificava quelle premure nei suoi confronti come amichevoli e fraterne.
A distoglierla dai pensieri fu il saluto entusiasta di Raffaella che la incitava a sbrigarsi a salire sul motorino per andare insieme al bar. I soliti cambiamenti di programma di Raffa, pensò tra sé e sé.
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