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Ed Thomas
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Ed Thomas era seduto sul divano quando squillò il telefono. Si alzò, si tolse la cenere dal petto con il dorso della mano e andò a sollevare la cornetta. "Salve, parlo con il signor Marko Mariner?" Ed Thomas non rispose e continuò ad ascoltare. "La chiamo per informarla che ci risulta un mancato pagamento di una bolletta, della somma di 56 dollari e 51 centesimi. Se non salda entro un mese saremo costretti a tagliarle la linea." "Chi ha detto che cerca?" "Cerco il signor Marko Mariner" "Non c'è nessun Marko qui. Parla con la famiglia Wood." "Senta non cerchi di fare il furbo, è già la terza volta che ci prova quel Mariner. Qual è il suo indirizzo signor-" "Ed Thomas Wood" "Signor Thomas lei abita in Stanford Street 23 corretto?" "Corretto" "Vede altre case nelle vicinanze?" Ed Thomas guardò fuori dalla finestra, ben sapendo che non c'erano abitazioni nel raggio di tre miglia. "Nessuna" "Bene, allora mi può passare il signor Mariner?" "Senta lei ora. In questa casa ci abitiamo solo io e mia madre. Io mi chiamo Ed Thomas, vuole forse farmi credere che mia madre si chiami Marko? O forse crede che non sappia neanche come mi chiamo?" L'uomo rimase un attimo in silenzio "Le passo un mio superiore, attenda prego" Ed Thomas abbassò la cornetta e staccò il telefono. Il giorno dopo chiamò un'altra persona. Cercava sempre lo stesso uomo. Disse che era un amico, era preoccupato. Lui rispose in malo modo e riattaccò subito.
Ed Thomas non aveva fatto molto caso a quelle telefonate, non fosse altro che il giorno dopo ancora suonarono alla porta. Aprì sua madre, e la sentì parlare con delle voci maschili. Quando sentì il nome Marko gli si gelò il sangue. Subito dopo sentì lo sparo.
Ed Thomas non aveva fatto molto caso a quelle telefonate, non fosse altro che il giorno dopo ancora suonarono alla porta. Aprì sua madre, e la sentì parlare con delle voci maschili. Quando sentì il nome Marko gli si gelò il sangue. Subito dopo sentì lo sparo.