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Gli scoiattoli stanno giocando

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by Giovanni Rettore

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"Mamma" il bambino tirò leggermente il vestito della donna che si voltò dolcemente.
"Sento gli scoiattoli."
"Stanno giocando? Saltano?" Il bambino annuì a entrambe le domande, mentre teneva le braccia strette attorno alla pancia. "Quando smettono di giocare mamma?"
"Fra non molto vedrai. Adesso smettono. Ti fanno molto male?"
"Un po'." e tirò su col naso.
La donna gli accarezzò la testa, poi tornò a guardare oltre il cassonetto. Aprì la borsa e frugò con la mano. Il bambino sentì scattare qualcosa di metallico.
"Adesso la mamma va un attimo dentro a quel palazzo, lo vedi?" Lui guardò nella direzione che indicava il braccio della donna e annuì nuovamente.
Lei lo fissò per un momento. "Rimani qui e non muoverti. Io torno tra qualche minuto. Non muoverti." Corse verso un grosso portone di legno, guardò a destra e a sinistra, tirò con entrambe le mani la maniglia e il bambino la vide entrare. Il portone rimase socchiuso, e la luce dell'interno del palazzo illuminava la strada proprio verso la direzione del bambino, come una grande freccia gialla.
Lui aspettava, aspettava e sperava che gli scoiattoli si addormentassero.
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2

by Lama

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Cristina, questo il nome di quella donna un po' misteriosa, salì al secondo piano. Sperava che il suo amico fosse in casa. Doveva parlargli urgentemente e aveva fretta, non voleva lasciare il suo bambino da solo troppo a lungo.
Marcos aprì la porta, fu stupito nel vedere la donna. Si conoscevano da poco, cosa voleva da lui?
M: "Ciao".
C: "Ciao, scusa se ti disturbo".
M: "Figurati... è successo qualcosa? Vuoi entrare?".
C: "No, grazie. Il mio bambino mi sta aspettando giù. Vorrei solo sapere se domani possiamo pranzare insieme, ho scoperto qualcosa che ti riguarda... che ci riguarda".
M: "Che ci riguarda?! Ci conosciamo solo da qualche mese. Neanche sapevo che tu avessi un figlio...".
C: "Lo so, hai ragione. Ma è importante".
M: "Va bene, ci vediamo in mensa all'una".
C: "Grazie, a domani. Ciao!"
M: "Ciao".
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3

by Giovanni Rettore

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Marcos aspettò che uscisse dalla stanza, poi premette un pulsante e disse una sola parola.
Passò la notte e il giorno e il bambino era ancora fermo nella stessa posizione. Dal portone uscirono due uomini. "Che storia. Diavolo, cosa sperava che accadesse, che la lasciassimo andare via così?" "Non so cosa sperasse. Era una poveraccia. Marcos la conosceva." "Così dice lui. Però non credo alla storia della rapina. Nasconde qualcosa. Lui dice anche che ha un figlio. Conoscendo Little M potrebbe anche adottarlo visto come si sono messe le cose." "Non vorrei vedere Little M a meno di cento metri da mio figlio" l'altro annuì, "Dai andiamo ora." Spensero le sigarette per terra, tornarono dentro e poi uscirono di nuovo, trasportando un baule. Lo caricarono nel portabagagli, chiusero rumorosamente e partirono.
Il bambino tirava su con il naso e aspettava. Passò la notte e il giorno e il bambino era immobile. Non si stringeva più la pancia e dormiva con la testa appoggiata al cassonetto. Quando un'ombra si posò sul viso si svegliò.
"Piccolo. Sei sveglio? Gli scoiattoli si sono fermati? Ti fa ancora male?" Il bambino lo fissò per un attimo, poi si guardò la pancia e ci appoggiò le mani. "No, non si muovono più. Stanno dormendo". Il signore tese una mano.
"Vieni, è ora di andare."
"Andiamo dalla mamma?"
"No, non ancora. Non è ancora il momento."
Il bambino afferrò la mano e si tirò su.
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4

by Davide Alsano

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I due uomini presero la statale alla quarta entrata e dopo qualche miglio presero l'uscita per Fever Lake. Sceso dalla macchina il primo uomo andò sul retro, aprì il bagagliaio e si accese una sigaretta. "Come procediamo?" "Prendiamo il baule e lo portiamo laggiù" indicò un boschetto di betulle, "e la lasciamo sul tubo di scarico delle fogne. Non la troverà nessuno" "A meno che non si guasti lo scarico" "Non succederà, certe cose non succedono mai". Anche il secondo uomo si accese una sigaretta di cui poi si pentì mentre trasportavano il carico. Aveva le mani occupate e il fumo gli finiva negli occhi. Quando appoggiarono il baule si passò la mano sulla fronte per il sudore e aprì il baule. Presero il corpo uno per le braccia l'altro per le gambe. Lo fecero oscillare e poi con uno slancio lo lanciarono dentro allo scarico delle fogne. Il tonfo fu leggero, il corpo era molto magro. "La borsa" "Cosa?" "Hai dimenticato la borsa. Non possiamo certo portarcela dietro" "Bè potremmo-" Il primo guardò la borsa, poi il suo compare e ancora la borsa. "Non ci sarà un soldo però tanto vale darci un occhio." Frugarono con le mani, poi rovesciarono il contenuto per terra. Il portafogli era vuoto e il resto erano una caramella mezza sciolta, un pettine a cui mancavano molti denti, qualche spicciolo e un registratore. "Mick, guarda qua. Il tasto Rec è bloccato." Si sarà rotto quando è caduta" "Non è che stesse registrando, vero?" "Proviamo a sentire." Il primo uomo riavvolse il nastro e schiacciò il tasto play. Sentirono la conversazione precedente. "Come ti dicevo, Little M nascondeva qualcosa" "Prova un po' ad andare più indietro." I due ascoltarono il resto della registrazione, si guardarono per un attimo negli occhi e corsero all'auto.
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5

by Giovanni Rettore

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Il signore gli disse "Seguimi" e il bambino che aspettava lo seguì. Aprì il portone del palazzo e si girò. "Non aver paura, non ti può succedere nulla." "Sei un amico di mamma?" "Non direi. No di certo. Però so dov'è." Il bambino entrò con lui.
Svoltarono a sinistra, salirono le scale e si fermarono davanti ad una porta chiusa. Il signore girò la maniglia. Entrarono insieme. Ad una scrivania sedeva un uomo, che non sollevò nemmeno la testa a guardarli.
"Vieni mettiamoci qui" si spostarono alla propria sinistra, accanto a una tenda. Dalla finestra non entrava molta luce e l'unica cosa che vedeva bene il bambino era l'uomo alla scrivania. "Lo sai chi è quello?" Il bambino scosse la testa. "Quello è l'uomo che ha ucciso tua madre." Il bambino guardò il signore, guardò l'uomo e balbettando disse "Non è vero." "Si che è vero. Te l'assicuro." Il bambino scoppiò a piangere, poi alzò i pugni e fece per correre verso l'uomo alla scrivania, ma il signore lo fermò. "Non devi toccarlo. Odio quando fanno così." disse sospirando mentre guardava il bambino che singhiozzava e si sedeva per terra.
Dopo un po' disse "Vorresti vederlo morire?" "Sì" sussurrò il bambino, e tirò su col naso. "Allora possiamo rimanere qui."
In quel momento il piccolo sentì due voci che già aveva udito prima e la porta si spalancò con violenza. "Ehi Little M, indovina un po'?"
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6

by Clara Galetto

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Big M osservò compiaciuto. L'altro ieri non ci sarebbe riuscito: aveva amato quel virgulto cresciuto male anche se era un perfetto incapace. Ma ieri si era dimostrato l'uomo senza onore che Big M aveva sempre temuto che fosse e che non avrebbe permesso all’azienda di famiglia di mantenere la fama e il rispetto che Big M si era guadagnato negli anni.
E così lasciò che Frank e Lillo, smascherata la bravata di little M, lo trucidassero davanti ai suoi occhi e a quelli di suo figlio. Era avido Marcos! Era bastato fargli trovare una fetta più grande di torta che subito se ne era impossessato senza scrupoli. Ma a Frank e Lillo non si fanno torti. E Cristina, imbeccata da Big M, aveva fatto il suo. Si era immolata per svelare il torto e pagare al piccolo Al la corona dell’impero.
Big M lo sapeva che con Al sarebbe andata diversamente. Aveva visto negli occhi del bimbo quella luce cristallina dei pazzi, la stessa che vedeva ogni mattina allo specchio e che mai aveva visto negli occhi vacui e rammolliti di little M, cresciuto negli agi dell’impero. Al, invece, ripudiato dal padre (quasi avesse sentito la minaccia che poteva costituire per lui), cresciuto a suon di scoiattoli nella pancia, aveva già la tempra giusta. Al non battè mai ciglio e mai si mosse. Nemmeno quando un fiotto del sangue paterno lo raggiunse e gli lasciò una striscia rossa trasversale da spalla a fianco quasi a donargli la fascia di rettore dell’impero.
“Sai Al. Tu siederai lì, dove c’era lui prima, ma non farai mai quella fine. Lo so e te lo prometto” “Nessuno può promettere quel che non può garantire, ma per una volta voglio crederci signore” replicò il piccolo. E i loro sguardi vitrei si riunirono all'unisono.
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