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Tavolara, l'isola dell'eterno amore
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Sempre ti guardo, anche solo nella mia mente. Dedico a te questa voglia di fuggire la solita noia invernale. E penso alla tua immensità che si staglia sul mio orizzonte.
Esiliata, donna menzognera e illusoria che fosti, ora giaci nell’infecondo mare
nel tuo ingannevole aspetto. E ancora cambi a seconda del luogo in cui ti si guarda. Passi l’inverno bagnata dal blu, tua sensuale passione, tua lussuria
che ora ti condanna alla pietrificazione, tu pur sempre viva. Desideravi l’eterno amore, temevi la morte con il tuo Mare, avresti voluto sempre giacere.
Ed ora, guardati, vecchia rugosa incolore, immobile, niente più baci, persa ogni sensibilità. Il tuo corpo, nel freddo abbraccio dell’onda avvolto, spuma di godimento, per sempre nudo.
Il tuo nome è e sempre sarà Tavolara. Ti si vedrà da molto lontano perché qui tutto t’appartiene: l’alba del mattino, i gabbiani, il vento e anche le stelle…
Ma per te nessuna rosa tra i capelli, nessuna lapide da commemorare, nessun pianto. Solo aride rocce e deformità, questa la triste tua condanna. Forse un giorno riaffogherai là sotto nelle profondità del mare e nessuno mai ti vedrà più. Ma sarai sempre in lui, lui in te, come in un eterno amore.
Esiliata, donna menzognera e illusoria che fosti, ora giaci nell’infecondo mare
nel tuo ingannevole aspetto. E ancora cambi a seconda del luogo in cui ti si guarda. Passi l’inverno bagnata dal blu, tua sensuale passione, tua lussuria
che ora ti condanna alla pietrificazione, tu pur sempre viva. Desideravi l’eterno amore, temevi la morte con il tuo Mare, avresti voluto sempre giacere.
Ed ora, guardati, vecchia rugosa incolore, immobile, niente più baci, persa ogni sensibilità. Il tuo corpo, nel freddo abbraccio dell’onda avvolto, spuma di godimento, per sempre nudo.
Il tuo nome è e sempre sarà Tavolara. Ti si vedrà da molto lontano perché qui tutto t’appartiene: l’alba del mattino, i gabbiani, il vento e anche le stelle…
Ma per te nessuna rosa tra i capelli, nessuna lapide da commemorare, nessun pianto. Solo aride rocce e deformità, questa la triste tua condanna. Forse un giorno riaffogherai là sotto nelle profondità del mare e nessuno mai ti vedrà più. Ma sarai sempre in lui, lui in te, come in un eterno amore.