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Mi agito sulla sedia.
Sono comode, strano... davvero strano.
In questo bar c'è qualcosa che non va ma non è il design, quello è perfetto. Lo stile è spartano ma colorato, chiuso dalle lavagne con su scritto il menù della giornata. C'è pure un bambino che piange, fuori in veranda. Il cappuccino è buono e spumoso.
E allora cos'è? Forse sono io ad essere fuori posto, non abbastanza alternativa; agli occhi dei guru dell'indie devo sembrare una maledetta radical trash, o chic, o come diavolo parla questa gente.
Però cerco comunque una posizione comoda sulla sedia, perché da qui riesco a vedere la porta della cucina (un rettangolo bianco, una luce incassata nelle pareti grige e molto vintage -scrostate-) e ogni tanto riesco a vedere il passaggio del cuoco.
Lui è proprio bello.
E' sempre lì, mattina, sera e a volte pure la notte; dev'essere anche il propretario, o una cosa del genere, non si spiega altrimenti la sua continua presenza in cucina. L'ho visto uscire una volta sola e sembrava sentirsi fuori posto.
Ma anche chissenefrega... è tanto bello.
Mentre penso che non è per niente il mio tipo di uomo, alzo gli occhi nella speranza di intravederlo.
Lui è dall'altra parte della porta, con in mano una bottiglia d'olio, e mi fissa.
Sono comode, strano... davvero strano.
In questo bar c'è qualcosa che non va ma non è il design, quello è perfetto. Lo stile è spartano ma colorato, chiuso dalle lavagne con su scritto il menù della giornata. C'è pure un bambino che piange, fuori in veranda. Il cappuccino è buono e spumoso.
E allora cos'è? Forse sono io ad essere fuori posto, non abbastanza alternativa; agli occhi dei guru dell'indie devo sembrare una maledetta radical trash, o chic, o come diavolo parla questa gente.
Però cerco comunque una posizione comoda sulla sedia, perché da qui riesco a vedere la porta della cucina (un rettangolo bianco, una luce incassata nelle pareti grige e molto vintage -scrostate-) e ogni tanto riesco a vedere il passaggio del cuoco.
Lui è proprio bello.
E' sempre lì, mattina, sera e a volte pure la notte; dev'essere anche il propretario, o una cosa del genere, non si spiega altrimenti la sua continua presenza in cucina. L'ho visto uscire una volta sola e sembrava sentirsi fuori posto.
Ma anche chissenefrega... è tanto bello.
Mentre penso che non è per niente il mio tipo di uomo, alzo gli occhi nella speranza di intravederlo.
Lui è dall'altra parte della porta, con in mano una bottiglia d'olio, e mi fissa.
