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L'Oceano Della Notte

1

by Giacomo Angelini

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Un'altra notte, un'altra attesa. Rigirarsi tra le lenzuola sottili come sudari, sbuffare contro il vaporoso e tiepido cuscino. A volte sussultava a quei suoni che si possono udire solo di notte; quei fruscii, quei piccolissimi, minimi tonfi, quelle frazioni di rumore che durante il giorno si perdono nel caos dell'esistenza. Qualcosa era caduto? Il gatto era balzato giù dalla sedia o si era solo stiracchiato? La porta; c'è qualcosa, qualcuno che preme impercettibilmente contro la porta.
Nulla. Era solo, perso in una notte vasta e incontrollabile che sembrava di volta in volta avvolgerlo, stritolarlo o trascinarlo via. Certe volte si alzava (e nel farlo gli pareva di muoversi nel più completo e totale silenzio) e camminava per la stanza. Cercava di non vedere le gonfie e minacciose forme dei mobili che trasudavano ombra e silenzio; si dirigeva al balcone, usciva. La città intorno a lui risplendeva di magnificenza anche nelle ore più abbandonate. Lampade al sodio, fari alogeni, strade solitarie illuminate dall'alone dei lampioni: le tremolanti bellezze dell'uomo si stagliavano di fronte a lui. I rumori che gli giungevano mentre stava appoggiato alla balaustra erano come di un sottobosco urbano: parole lontane che riecheggiavano, ondate remote di traffico notturno, ronzii di trasformatori, le classiche, immancabili sirene. Niente di diverso neanche questa notte? Nulla che potesse dare un significato a quell'ennesima veglia? Si concentrò, tese i suoi sensi verso il mondo esterno. Proprio in quel momento un rumore incredibile emerse dai meandri della città..
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