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Lascio Tracce
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-Lascio tracce ansimando.-
La neve scrocchia sotto la suola tassellata degli scarponi, e mi ricorda di quand’ero bambino.
Al mattino sulla porta di casa osservavo le traiettorie lasciate dagli animali, e riflettevo.
Un giorno il manto bianco lo trovai intonso, immerso in un’atmosfera quasi irreale; la porta di casa chiusa dietro me, la silenziosa solitudine. Mossi un piede e sentii il fragore dei cristalli che collassavano sotto il mio peso.
Con soddisfazione vidi la mia orma e mi sentii il Creatore mentre contemplava il proprio operato.
-Lascio tracce e mi sento svenire.-
Piccole macchie rosse si scolorano sciogliendosi nella neve; mi figuro adolescente.
Lo stupore fanciullesco cedette presto il posto alla spavalderia giovanile; i campi innevati come scenari di battaglie infinite, innocente presagio del maledetto presente.
L’ultima corsa attraverso il bosco, un ramo spaccato dal troppo peso; la caduta.
Portai le mani al capo e le rividi insanguinate, mi alzai dal mio sudario che sbiadiva in tutte le tonalità del rosa. Svenni.
-Lascio tracce per non scomparire-
L’orologio, le piastrine, qualche bossolo; dovranno essere abbastanza per ritrovarmi.
E chissà quanti altri soldati di questa lunga colonna infame stanno facendo la stessa cosa. Mille pezzi di un mosaico che forse rimarrà inviolato e ci inghiottirà nel
La neve scrocchia sotto la suola tassellata degli scarponi, e mi ricorda di quand’ero bambino.
Al mattino sulla porta di casa osservavo le traiettorie lasciate dagli animali, e riflettevo.
Un giorno il manto bianco lo trovai intonso, immerso in un’atmosfera quasi irreale; la porta di casa chiusa dietro me, la silenziosa solitudine. Mossi un piede e sentii il fragore dei cristalli che collassavano sotto il mio peso.
Con soddisfazione vidi la mia orma e mi sentii il Creatore mentre contemplava il proprio operato.
-Lascio tracce e mi sento svenire.-
Piccole macchie rosse si scolorano sciogliendosi nella neve; mi figuro adolescente.
Lo stupore fanciullesco cedette presto il posto alla spavalderia giovanile; i campi innevati come scenari di battaglie infinite, innocente presagio del maledetto presente.
L’ultima corsa attraverso il bosco, un ramo spaccato dal troppo peso; la caduta.
Portai le mani al capo e le rividi insanguinate, mi alzai dal mio sudario che sbiadiva in tutte le tonalità del rosa. Svenni.
-Lascio tracce per non scomparire-
L’orologio, le piastrine, qualche bossolo; dovranno essere abbastanza per ritrovarmi.
E chissà quanti altri soldati di questa lunga colonna infame stanno facendo la stessa cosa. Mille pezzi di un mosaico che forse rimarrà inviolato e ci inghiottirà nel