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Sirene metropolitane

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by Manuela Raganati

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Le storie non nascono in venti righe. Le storie nascono in spazi aperti e senza limiti. Pagine bianche e senza steccati si aprivano davanti a lei quella mattina di maggio. L'aria era fresca e leggera come una carezza delicata di sua madre. La strada come tutte le mattine la conduceva al lavoro. Suri si vestiva sempre a caso, senza badare troppo alle mode. Piuttosto sceglieva in base ai colori del suo umore mattutino, che spesso propendeva verso i colori del mare: il petrolio le dava una sensazione di completezza e di fascino elegante. Alta e bionda, Suri non passava inosservata. Per questo le piaceva nascondersi dietro grandi occhiali da sole e, per immergersi meglio nel suo mondo, alzava al massimo l'Pod, sceglieva una traccia e la sentiva in loop, fino a quando arrivava davanti al portone del suo ufficio. Oggi aveva scelto Jun Miyake - Lilies of the Valley.
Suri era una ragazza di quasi trent'anni e aveva tanti sogni ancora da realizzare. Amava scrivere. Il suo sogno fin da piccola era stato quello di pubblicare un libro. Per lei quel sogno non era una chimera, ma piuttosto uno scrigno dove spesso le piaceva riporre la sua anima poetica. Aveva scoperto, grazie alla vita, di avere un dono speciale: Suri era una persona di una sensibilità straordinaria, vedeva nelle cose qualcosa che gli altri non riuscivano a cogliere con immediatezza. Quella capacità di penetrare la vita con lo sguardo, i sensi e le parole facevano di Suri una vera e propria aeda, una sirena dal canto dolce, seducente e metropolitano.
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