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L'incertezza della lumaca

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by Giacomo Contratto

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Mi chiamo Lorca. Ma non sono nato a Fuente Vaqueros e non ho mai conosciuto Buñuel. A dir la verità, non ho un nome. Vivo, ma non esisto. Sono alieno, un parassita. la mia esistenza è possibile solo per una semplice coincidenza. Non sono nulla, letteralmente. Carlo, il mio ospite, ve lo potrà confermare.

Ma non mi lamento. Certo, condividere la medesima psiche non è - direte voi - la fine del mondo, ma quello che mi manca è sopperito dal mio coinquilino, e viceversa. Io sono la personalità debole, intelligente, metodica, misogina, apatica. Ecco, Carlo è quanto di più distante dalla mia natura. Ma di questo vi parlerà lui stesso, più avanti.

Mi considero un "artista della penna". Scrivo, fin troppo, dove capita, su quaderni, fogli, fazzoletti, tovaglioli, sul pavimento, sulle pareti. Una volta Carlo mi disse che che sono come un maniaco compulsivo affetto da grafomania, e forse è vero. Ma non importa. Amo scrivere, e la mia mania, se di mania davvero si tratta, potrà sembrare strana o malsana, ma, vi assicuro, anche utile.

Senza di me, Carlo non sarebbe quello che è. Perché? Perché sono - come dire - il suo più grande collaboratore. Ma non voglio scendere nei particolari, sono stanco e ho un gran mal di testa.
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by Maria Maio

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Salve...Scusate il disturbo. Non vorrei distogliere la vostra attenzione da cotanta appassionata lettura...perdonate il sarcasmo ma - vedete- io non ho mai capito cosa si possa trovare di entusiasmante nel passare il proprio tempo a perdere la vista ed il sonno, dietro pagine e pagine di parole infiocchettate da bravi- senza offesa- racconta frottole perdigiorno. Non ce l'abbiate a male, ma credetemi, parlo con cognizione di causa: ne conosco uno di tipo come voi. Si chiama Lorca proprio come il grande poeta, quello famoso che voi conoscerete meglio di me, ma lui almeno ha fatto fortuna.
Il tipo che conosco io invece è un profittatore che vive alle mie spalle passando il suo tempo ad imbrattare fogli di carta, a filosofeggiare sulla vita, sugli uomini e sull'amore e quando ti serve, come adesso per esempio, non lo trovi mai.
Ma non voglio divagare: io mi chiamo Carlo e sono una persona che va dritto al sodo. Io divoro la vita come voi le pagine di un libro; sono forte e virile, dinamico, impulsivo e adoro le donne: le corteggio tutte e nessuna modestamente è immune al mio fascino!
Sto cercando Lorca disperatamente, non l'avrete mica visto da queste parti? Sarebbe capace di nascondersi per giorni dietro ad uno specchio, smarrirsi per strada mentre torno a casa da lavoro; sparire giusto per farmi dispetto e saltar fuori quando meno me lo aspetto con la penna intrisa di parole affilate e taglienti come un fioretto o tenere e delicate come rose di maggio.
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3

by Giacomo Contratto

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Verso pranzo, ho trovato un appunto di Carlo: "Mi serve una mano." È proprio vero che dalla calligrafia puoi scoprire il carattere di qualcuno; quella mezza riga vergata in fretta e furia da una bic nera trasuda di tutta la sua personalità, e sembra suggerirmi una frase, suum utile quaerere. Mi sembra di sentirlo: gioisco della mia esistenza, sono nato per vivere. In un certo senso mi ricorda un vecchio amico, Baruc. Però lui era ebreo, un rinnegato.

Io? Non mi faccio illusioni. La mia volontà è la mia intima essenza del mondo; in un certo modo, la mia etica può essere accostata a quella cristiana, ma anche alla dottrina vedica... in effetti, pur con i dovuti limiti, mi arrischio ad accostarmi al grande Schopenhauer... anche se i tedeschi, io, li odio. 

Credo di sapere cosa Carlo voglia da me. L'ho vista stamattina, in camera da letto. Era sdraiata, nuda, coperta sommariamente da un lenzuolo, e sembrava dormisse.
Non era una novità, ed ogni volta, per sottrarmi al loro contatto, mi chiudevo nel mio studio, ultima porta a destra.

Poi ho visto il coltello, e tutto quel sangue. Ho chiuso la porta a chiave e sono andato a fare colazione.
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by Maria Maio

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Gli ho lasciato un biglietto e non si è ancora fatto vivo. Eppure il contenuto non dava adito a dubbi: era una richiesta di aiuto bella e buona, non può averlo preso sottogamba. Sono stato conciso ma efficace. So bene che la penna non è il mio strumento, ma sono anch'io capace di scrivere un messaggio, una mail o la lista della spesa.
Sono sicuro che mi nasconde qualcosa. Era qui stamattina, ho trovato i resti della sua colazione in cucina e poi c'era lei...Sara.
Sara è una collega, la più attraente dello studio, da far girare la testa. La donna di cui un uomo potrebbe anche innamorarsi e decidere di mettere la testa a posto, impossibile resisterle e poi aveva un debole per me.
Lui, Lorca, non l'ha mai sopportata! Mi rimproverava di continuo:" Quella donna è pericolosa, ti rovinerà, ci dividerà e ti manderà sul lastrico!". Litigavamo per lei, ma Lorca è un misogino.
Siamo andati a cena insieme ieri sera, abbiamo bevuto un pò troppo, l'ho invitata a salire. Ricordo i suoi occhi ed il profumo inebriante dei suoi capelli...poi nient'altro, fino a stamattina.
Non osavo credere ai miei occhi: il suo corpo inerte nel mio letto. Non voglio fare sciocchezze, Lorca è metodico, è bravo a ragionare sulle cose, ho bisogno di lui.
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