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La rivolta degli dei
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Nella sala dei banchetti si poteva udire un incessante brusio: la tensione, da parte degli dei convocati, era palpabile. Non riuscivano a capire per quale motivo fosse stato indetto un consiglio straordinario soltanto ora: da tempo ormai immemore convivevano con questa tragica situazione.
Taluni sostenevano che, finalmente, Zeus si fosse deciso a muovere vendetta nei confronti di quegli ingrati umani: avevano osato dimenticare chi li avesse creati, avevano avuto l'ardire di sostituirli con altri dei.
Talaltri, invece, più disfattisti, erano semplicemente convinti che il padre stesse per annunciare la loro estinzione.
In fondo bastava darsi un'occhiata attorno: laddove una volta c'era un bellissimo tavolo realizzato con bassorilievi in marmo raffiguranti le leggendarie imprese degli eroi prediletti dagli dei, non era rimasto altro che qualche frammento sparso qua e là nella stanza; il pregiatissimo legno esotico lavorato da cui erano stati ricavati i lectuli ed il thronus - sovrastato da un baldacchino in preziosa stoffa - , si era rovinato, negli anni, a causa dell'incuria di Efesto, il creatore di tutte le splendide opere architettoniche dell'Olimpo. Infatti quest'ultimo, per via della mancanza delle materie prime che gli accoliti erano soliti sacrificare, aveva completamente abbandonato i suoi capolavori: essi erano, così, rimasti in balia delle intemperie e della lenta, ma implacabile, usura.
L'unica a non aver mai proferito parola per tutta l'estenuante attesa, fu la saggia Atena...
Taluni sostenevano che, finalmente, Zeus si fosse deciso a muovere vendetta nei confronti di quegli ingrati umani: avevano osato dimenticare chi li avesse creati, avevano avuto l'ardire di sostituirli con altri dei.
Talaltri, invece, più disfattisti, erano semplicemente convinti che il padre stesse per annunciare la loro estinzione.
In fondo bastava darsi un'occhiata attorno: laddove una volta c'era un bellissimo tavolo realizzato con bassorilievi in marmo raffiguranti le leggendarie imprese degli eroi prediletti dagli dei, non era rimasto altro che qualche frammento sparso qua e là nella stanza; il pregiatissimo legno esotico lavorato da cui erano stati ricavati i lectuli ed il thronus - sovrastato da un baldacchino in preziosa stoffa - , si era rovinato, negli anni, a causa dell'incuria di Efesto, il creatore di tutte le splendide opere architettoniche dell'Olimpo. Infatti quest'ultimo, per via della mancanza delle materie prime che gli accoliti erano soliti sacrificare, aveva completamente abbandonato i suoi capolavori: essi erano, così, rimasti in balia delle intemperie e della lenta, ma implacabile, usura.
L'unica a non aver mai proferito parola per tutta l'estenuante attesa, fu la saggia Atena...