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Una distesa d’acqua marina avvolgeva quel tratto di natura. Ogni giorno un vento soffice e deciso si alzava, prendeva il volo come una farfalla all’alba. Una luce timida cresceva tra i rami degli alberi, come un bambino alla sua prima uscita, come un uccellino abbandonato dalla madre. L’aria era pesante quel giorno, aveva piovuto in un modo orrendo, quella pioggia d’agosto che lascia spazio all’afa. Il cielo cominciava a schiarirsi, a colorare la spiaggia, il mare cominciava a risplendere dei suoi colori, un azzurro verdastro, come certi occhi che catturano l’anima di giovani anime a primavera. Le famiglie percorrevano la passerella per andare in spiaggia, con gli ombrelloni sotto braccio e libri ormai corrosi dalla brezza marina. Ragazzini con palloni organizzavano partite inimmaginabili. Una dolce pioggia fresca aveva ricominciato a venir giù in un cielo azzurro e su una terra ormai troppo umida, faceva centro in quell’arcobaleno che aveva colorato gli occhi degli anziani.
Jack era arrivato quel giorno a Rimini. Aveva preso un aereo per Bologna, un diretto Parigi-Bologna, poi un taxi per Rimini. I suoi occhi erano colorati di polvere e sangue, di macerie e urla. La sua anima era scossa, la sua Rimini non era la località dove era cresciuto, dove aveva dato il suo primo bacio. Quel giorno la sua Rimini così colorata, così viva strideva con il dolore che lo aveva accolto in Emilia. Era arrivato in stazione, a Bologna, aveva fatto un biglietto per Rimini, il suo treno partiva alle 10.42. Aveva 30 minuti di attesa.
Jack era arrivato quel giorno a Rimini. Aveva preso un aereo per Bologna, un diretto Parigi-Bologna, poi un taxi per Rimini. I suoi occhi erano colorati di polvere e sangue, di macerie e urla. La sua anima era scossa, la sua Rimini non era la località dove era cresciuto, dove aveva dato il suo primo bacio. Quel giorno la sua Rimini così colorata, così viva strideva con il dolore che lo aveva accolto in Emilia. Era arrivato in stazione, a Bologna, aveva fatto un biglietto per Rimini, il suo treno partiva alle 10.42. Aveva 30 minuti di attesa.
