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Al mare

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1

by stefania secca

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A piedi scalzi sui sassi della marina.
Salsedine, unghie bianche e lucide.
Il cerchio perfetto, rosso e infuocato, si era da poco nascosto dietro la linea dell'orizzonte, annegando dolcemente e lasciando il respiro allo spazio, ai desideri, all''attesa.
Al cielo erano stati regalati i colori migliori per riscaldare gli occhi.
Non c'era niente da aggiungere. Non c'era niente da togliere.
Una distanza perfetta. Un tempo saturo, onnipotente.
Se avessere ripreso a camminare, allontanandosi, sarebbe comunque rimasta lì ... per sempre.
Sola e insieme a tutto.
Un fotogramma proiettato all'infinito.
Sgranando lentamente la sabbia tra i denti, sorrise.
Prese le tre conchiglie, le sistemò sullo scoglio, sicura che sarebbe arrivata l'onda che le avrebbe riportate al mare.
Poi si voltò, gli amici erano ancora tutti lì, ad aspettare per prepararsi a salutare insieme le stelle.
Può esser facile essere.
Può esser facile essere felici.
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2

by grilletto salterino

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L'onda arrivò e porto via le tre conchiglie. Guardandole andar via pensò che avrebbero navigato per tornare dall'altra parte di quel mare, quella a cui le aveva rubate. Era passato un anno. Ma nella sua mente c'era una fotografia.
La sabbia sotto i piedi dopo il tramonto è fresca. E' finissima, di un tenue giallo paglierino se abbracciata per tutta la sua estensione, piena di minuscole piccole stelle bianche se osservata nel palmo della mano. Questa spiaggia è una delle più belle che occhio umano possa vedere nella sua vita. E' lunga, e proietta un arco dirimpetto a una distesa d'acqua che regala una tavolozza con tutta la gamma dei verdi e dei blu, tutta, dal verde acqua al blu oltremare. Dietro di me le dune, alte, piene come una clessidra appena rivoltata. I ginepri, piegati dal forte maestrale conducono con la brezza leggera un profumo delicato e fresco. Più in là, le pozze d'acqua salmastra si asciugano pigramente al sole di quest'estate, ogni giorno puoi calpestarne un pezzetto in più e la crosta del sale fa crac crac sotto i piedi. Ci si allontana dal mare e si sollevano piccole colline, inghirlandate di cisto, di mirto, e qua e là di oleandri bianchi e fucsia. Questo posto è un paradiso.
Guardo il piccolo isolotto difronte a me, mi hanno detto che si chiama "Su Giudeu" una signora che ho conosciuto stamattina mi ha raccontato una triste storia di un ragazzo che nuotò fino a lui, ma che non tornò mai indietro. Era una storia triste, ma io, invece, sono felice oggi. Perché oggi ho conosciuto lui, il primo amore della mia vita ...
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3

by Pillastra

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E' successo inaspettatamente, come dicono accada nelle migliori storie. Mi stavo godendo una passeggiata sulla riva dopo un bagno nell'acqua di cristallo e la mia attenzione è stata attirata da un frammento di vetro levigato, e poi da un altro...e un altro ancora! Ho iniziato a raccoglierli quasi compulsivamente e mi sono scontrata con un ragazzo alle prese con pinne e mascherina.
Mortificata ho iniziato a scusarmi raccogliendogli la maschera ormai insabbiata e alzati gli occhi l'ho visto meglio. Occhi castani profondi con un taglio allungato, naso dritto ma non cortissimo, labbra piene ma non eccessive dischiuse in un sorriso incredibile. Una sfilza di denti bianchissimi con un'asimmetria interessante sul lato destro, che nessun dentista aveva deturpato con trattamenti correttivi. Il tutto condito da zigomi perfetti, fossette, ricci castani e un magnifico color biscotto sulla pelle.
"Non ti preoccupare, la dovevo ancora sciacquare. Tieni, questi devono essere tuoi...che belli! - disse porgendomi le mie prede.
Così ho conosciuto Marco: sorridente, sereno e spiritoso.
Abbiamo scoperto di essere tutti e due in vacanza da soli, di collezionare sassi e vetri lisci, di amare il rock e di avere qualcosa di annodato da sbrogliare. Tra un'ora ci troveremo sul lungomare per un gelato e una passeggiata sulla riva, dove la gente di solito non va, attirata dalle luci e dai banchetti. Ma io non sono mai stata parte della "gente"...e a quanto pare nemmeno Marco.
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4

by Barbara Villa Mastropierro

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E il primo appuntamento non poteva che essere cosi.
In riva al mare. Io e lui soli.
Con la voglia di conoscerci. Con la voglia di raccontarci di noi.

Indosso un abitino lungo e leggero bianco. E dei sandali infradito.
Due gocce di profumo e un fiore rosso tra i capelli neri.
Arrivo e lui è già li. Bello come il sole? No di più.
Pantaloncini di jeans e polo verde.
E un sorriso che illumina la serata.
Mi viene incontro. Ci salutiamo con due baci sulle guance e ci dirigiamo verso il banchetto dei gelati.
Per me tutto fragola.
Marco lo prende al pistacchio.
Uno sguardo, un sorriso e la notte tutta per noi.
In un attimo siamo sulla spiaggia. Circondati solo dalle stelle e una musica che arriva da lontano. Scopriamo di avere in comune la passione dei sassi, dei vetri lisci e della musica rock. Abbiamo il cuore pieno di cicatrici. Due fossette sulle guance quando sorridiamo. E sguardi ancora persi nel passato. Due famiglie strane e la voglia di vivere un grande amore.
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5

by Pillastra

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Alla fine della serata tra chiacchere e racconti ci troviamo seduti su un telo in riva al mare, vicinissimi a dove si è spinta l'alta marea, coi piedi accarezzati dalle onde. Improvvisamente nel bel mezzo dell'idillio mi sorse una curiosità.
"Marco, posso farti una domanda?" La risposta è più che affermativa.
"Io sono qui da sola perché avevo bisogno di uno stacco dal passato. Mi chiedevo quindi come mai fossi anche tu in vacanza da solo..."
Mi ha guardato molto fissa e altrettanto profondamente per poi dirmi con un sospiro che anche lui aveva bisogno di tranquillità per mettere un po' ordine ai pensieri. Poi mi ha detto di stare ferma e con un fazzoletto mi ha pulito un angolo della bocca dal gelato per poi farmi un sorriso in segno di "pulizia completata".
Dicono che chi toglie i capelli dai vestiti, sistema colletti, toglie briciole abbia delle attenzioni particolari per la persona "accudita". Mentre pensavo a questo è suonato il telefono di Marco. Vedendo lo schermo mi ha chiesto scusa si è allontanato nel mare fino al polpaccio. Vedevo solo il suo sguardo preoccupato. Dopo una decina di minuti è tornato da me, mi ha aiutato ad alzarmi e mi ha detto che sarebbe dovuto ripartire subito per Torino, la mia città. Doveva tornare a casa. Non appariva felice mentre mi teneva ancora la mano. Era imbarazzato.
"Posso fare qualcos..." mi ha interrotto mettendomi un dito sulla bocca e facendolo seguire da un bacio leggerissimo."Hai già fatto tutto, Giulia". Così con un sospiro andò via. In mano avevo il suo numero di telefono, negli occhi avevo lui.
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6

by Maria Maio

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Piazza Castello brulicava di gente, mentre Giulia cercava di farsi spazio tra i passanti con l'unico obiettivo di tornare a casa dopo una giornata di lavoro burrascosa ed intensa. I portici di Via Roma scintillavano di vetrine. Si specchiò passando, in una di esse: aveva il viso stanco, ma gli occhi luminosi di sempre; accennò un sorriso e le fossette fecero capolino sulle guance arrossate: due delicate rose di campo sembrava le fossero sbocciate sul volto.
Era già inverno inoltrato e faceva freddo; "Sono lontani i giorni d'estate passati al mare!" sospirò. Si strinse nel cappotto e continuò a camminare spedita quasi sospinta dalla brezza leggera che le aveva accarezzato i capelli in quei giorni di vacanza, ancora vivi nella sua memoria.
Arrivò a casa, indugiò nel tentativo di trovare le chiavi: rimestò come al solito in borsa, non le trovò; passò alle tasche del cappotto ma le sue dita frenetiche si impigliarono soltanto in un frammento di vetro colorato levigato dal mare che portava sempre con sè. All'improvviso la porta si aprì e Marco comparve ridente:" La solita sbadata, hai dimenticato le chiavi. Fortuna che sono rientrato prima. Mi chiedo ancora come hai fatto a non perdere il mio numero di telefono quella sera in spiaggia..."dandole un buffetto sul viso, l'abbracciò e la baciò. Giulia rise e gli si strinse contro: "Ci torniamo la prossima estate?" "Certo, che ci torniamo" rispose Marco, "Ma ci torniamo insieme!". La porta si chiuse lasciando fuori la città, la sera ed il gelido inverno.
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