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La strana vicenda di Brian Allen

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by Luca Niccoli

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Il “din” improvviso del campanello di casa, in una calda e ordinaria domenica d’estate, svegliò Brian Allen. Apri gli occhi, sperando che fosse il primo e ultimo, ma non appena li chiuse, ecco il secondo “din”, e poi il terzo! Non fu certo contento, dopo una settimana di intenso lavoro e sveglia alle 6.30, di doversi alzare, ma al quarto “din” fu costretto a farlo. Con gli occhi ancora socchiusi si infilò velocemente il primo paio di pantaloni che trovò sulla sedia, agguantò la maglietta della sera prima e, con la stessa voglia di uno studente che va a scuola il lunedì mattina, si diresse verso l’ingresso. Il campanello aveva smesso di suonare, avvicinò un occhio semiaperto allo spioncino della porta ma non vide nessuno. Aprì la porta e quello che vide davanti a sé non era tanto diverso dal solito: il piccolo sentiero del giardino, il cancello d’ingresso, come sempre aperto perché la sera prima si era dimenticato di chiuderlo, e la strada, deserta, come ogni buona domenica mattina. Abbassò lo sguardo, per caso, e vide un DVD, proprio sopra lo zerbino. Si chinò per raccoglierlo. Sulla superficie superiore c’era un’etichetta con scritto “Brian”. La sua curiosità vinse il suo desiderio di tornare a letto: doveva vedere cosa conteneva quel disco.
Andò in salotto, accese il televisore e il lettore DVD. Con ansia e insieme curiosità inserì il disco e aspettò. Quello che vide, di sicuro, era ben lontano da quanto avrebbe mai potuto immaginare: una strada della città, macchine, passanti e su un marciapiede lui, proprio lui. Nella scena riprodotta, Brian attraversava la strada e, ad un tratto, veniva violentemente investito da un'auto in corsa...
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by Maria Maio

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Sconvolto ed incredulo fissava con occhi sbarrati lo schermo, e l'immagine raccapricciante del suo corpo sbalzato in aria dall'impatto, che ricadeva inerte sull'asfalto. Non riusciva a capire, non poteva capire alle sette di una domenica mattina, appena sveglio...stava ancora dormendo, stava sognando.
Il campanello suonò, facendolo trasalire. Rimase in ascolto: din, din, diiiiin. Pigiò il tasto PAUSE sul telecomando e si diresse alla porta, titubante ed impaurito: non sapeva proprio cosa aspettarsi. Sbirciò ancora dallo spioncino: un uomo grassoccio, dal riporto impomatato, con un completo a righe colorate ed una valigetta in mano, gli sorrise, facendogli l'occhiolino. "Non mi serve niente, grazie!" Disse d'un fiato " La signora Robinson, nella casa accanto sarà ben lieta di comprarle un'aspirapolvere, di convertirsi alla fede religiosa che professa, di contribuire a salvaguardare foche, api, alberi dell'amazzonia o gli interessi di qualsiasi essere vivente di cui lei si faccia portavoce! Arrivederci!"
L'omino non si scompose, si schiarì la voce e con tono serio e professionale rispose:"Signor Allen, mi dispiace molto. Capisco che non abbia avuto un felice risveglio. Ma se l'articolo non le interessa, dovrebbe gentilmente restituirmelo. Sà, il Capo non ammette atti di negligenza e sarebbe un errore imperdonabile da parte mia lasciarle in mano un oggetto tanto prezioso. Credevamo potesse interessarle dare una sbirciatina nel Futuro che l'attende ed avere la possibilità di...." Non aveva ancora concluso, che Brian spalancò la porta.
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