www.20lin.es

login / sign-up

Il tesoro di Luigi

  • Commenta
1

by Maria Maio

Like 5 Bookmark
Apparve d’improvviso nel tardo pomeriggio di un sabato d’estate. Il cielo scoloriva, tingendosi di rosa ed il caldo opprimente del giorno lasciava spazio ad una brezza leggera.
Nessuno l’aveva visto arrivare e nessuno sapeva da dove venisse, ma qualcuno l’additò per primo e lui attirò, conquistandola, l’attenzione di tutti. Ondeggiava leggero nell’aria limpida ed umida, sfiorando i tetti delle case ed i terrazzi ancora roventi. Oscillava ad ogni lieve soffio, ma esplorava sicuro quel pezzo di cielo. Tentennò, per il timore di rimanerne impigliato, davanti ad una vecchia antenna della televisione, che si stagliava sbilenca da un tetto intralciandogli il passaggio. Il battito d’ali di un gabbiano che planava tra la strada e la spiaggia lo fece guizzare in alto restituendogli la libertà. Con volo sicuro superò uno stormo di rondini che, volteggiando allegre, rendevano omaggio agli ultimi raggi di sole ormai al tramonto. Si avvicinava come se seguisse una traiettoria immaginaria mentre un acquerello di luci e colori si disegnava sullo sfondo.
“Guardalo lì, imbambolato come se non ne avesse mai visti prima. E’ solo un palloncino blu! Sarà scappato di mano ad un bambino distratto!” esclamò cinico, un anziano signore che passava di là di ritorno dal mare, con l’ombrellone stretto sottobraccio come fosse la donna amata. Luigi lo guardò con noncuranza, seguiva affascinato l’andamento del palloncino e sperava che perdesse quota e si impigliasse là dove potesse impadronirsene.
  • Commenta
2

by Leonardo Marchesi

Like 3 Bookmark
Continuò a seguire quel volo per diversi minuti, con la testa alta e fissa, camminando nella direzione in cui il vento sospingeva quel nuovo gioco bluastro.
Luigi lo voleva fortemente, ma più ancora gli piaceva immaginare come se la passava quel palloncino lassù, tutto solo e in fuga da quel bambino (si spera) che doveva presumibilmente essere il suo padrone.
Magari lassù si divertiva, guardava il cielo da una prospettiva nuova come tanti avrebbero voluto fare, e magari imparava molte più cose di quante non sapessero tutti i grandi che aveva intorno.
Cammina e cammina, accadde però che Luigi si ritrovò da solo: il palloncino adesso volava verso la spiaggia, e intorno a lui c'erano solo gli ultimi adulti che stavano lasciando la spiaggia.
"Adesso chi la sente la mamma..." pensò sommessamente, pensando alla sgridata che si sarebbe preso per essersi allontanato senza avvertire.
Per un attimo l'idea di tornare indietro lo sfiorò, ma si accorse quasi subito che lo stesso palloncino stava scendendo giù, avvicinandosi al mare.
Luigi lo seguì nuovamente affascinato, fino a vederlo scendere sul pontile lì vicino.
Non ci pensò due volte, e corse lungo le assi di legno per andarlo a prendere, prima che il vento lo soffiasse via, di nuovo lontano da lui.
  • Commenta
3

by Maria Maio

Like 3 Bookmark
Era quasi arrivato alla fine del pontile, ed il palloncino era ad un soffio da lui. Allungò il braccio più che poteva tendendo la mano. Chiuse gli occhi un istante immaginando di poter essere Mr Fantastic, l'eroe che preferiva dei Fantastici Quattro, capace di allungare a dismisura tutto il suo corpo ed afferrare senza sforzo il palloncino in fuga. Aprì gli occhi e scattò in avanti con un balzo felino, sfiorò il filo con le dita e le richiuse velocemente: il filo penzolava adesso dalla sua mano, l'aveva preso! Ma nella foga di catturare la sua preda, non era riuscito a fermarsi in tempo: aveva saltato nel vuoto perdendo la base d'appoggio e finendo rovinosamente in ginocchio sulla spiaggia ciottolosa e ruvida.
"Poco male" pensò, tenendosi il ginocchio che cominciava a sanguinare, "sarà una bella cicatrice ed una storia avvincente da raccontare ai compagni di scuola...che volo!"
Soffiò sulle ferita e si rimise in piedi. Soddisfatto ed orgoglioso col bottino tra le mani, zoppicando leggermente si diresse verso casa.
Il sole era tramontato ed i lampioni si accendevano incorniciando tutto il lungomare di luci bianche schiacciate. Era appena sbucato sulla piazzetta che costeggiava la strada, quando vide un gruppetto di ragazzini più grandi di lui di qualche anno andargli incontro. Ridevano e si spintonavano per gioco, parlando ad alta voce. Li conosceva di vista e di fama: davano il tormento a grandi e piccoli in spiaggia, e l'ultima cosa che avrebbe voluto era che lo prendessero di mira.
Avanti
 
Segui @20Lines