- Commenta
1
Like 5 Bookmark
Sono su un treno che corre veloce, sempre più veloce, vedo le immagini scorrere grige dal finestrino, come un nastro cinematografico con tanto di buchi di sopra e di sotto. Il treno buca il buio della galleria, pietre fredde e nere ai fianchi, aria gelida sulla faccia. Un sibilo fortissimo, uno schianto, silenzio. La mia mente continua a correre su quella pellicola, grigia, surreale. Silenzio. Pesante, assoluto. Sento le palpebre vibrare, non riesco ad aprirle. Capisco che qualcosa è successo. Tutto è buio e nero intorno a me, non c'è spazio intorno. Comincio a sentire che qualcosa comprime le mie gambe, ma ho qualcosa che imprigiona anche le braccia, pesa sul petto, ferma la testa. Mi riapproprio pian piano del mio corpo. Percepisco il ferro, la terra, le pietre. Ma quel che più mi spaventa è non capire come son messo. Sono sepolto vivo, è questo il mio primo pensiero cosciente, il resto, era lettura da istinto animale. Il terrore mi irrigidisce, più sento l'odore pungente dell'umido di una grotta troppo stretta, più mi attanaglia. Provo a muovermi, ma tra me e il mio guscio restano pochi millimetri. Solo di fronte alla mia faccia, pare ci sia un buco un po' più largo, e sento, fine come un filo di seta, la preziosa anima di un alito d'ossigeno che arriva dal paradiso fuori dalla mia tomba. Arriveranno a salvarmi, non morirò, questo devo pensare, devo respirare calmo, pensare che mi troveranno, mi tireranno fuori, non morirò. Il silenzio è quasi un'ossessione. Il mio respiro, il battito del mio cuore, rombano furiosi nelle mie orecchie.
