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L'uomo dalla giacca senza tasche
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Vagava come un pazzo in cerca di qualcosa. Questo era chiaro. Nessuno l'aveva mai visto in paese, al contrario suo che sembrava nascondersi agli occhi della gente e si muoveva stranamente per evitare chiunque gli capitasse davanti. Sui quaranta, moro, portava sul capo un berretto rosso e indossava un'enorme giacca senza tasche. La prima cosa che saltava all'occhio erano i fazzoletti neri che stringeva con forza nei pugni chiusi delle mani e con cui si tamponava il sudore che colava dalla fronte, senza tregua. Faceva molto freddo, ma lui sudava. E poi nessuno aveva mai visto una giacca senza tasche di quelle fattezze. Chi era quell'uomo e cosa cercava? Cosa lo turbava? Ad un certo punto l'uomo si fermò davanti a un albero, ma non davanti a un albero qualunque. Quello era l'albero più vecchio del paese. Tutti ci erano passati davanti o si erano fermati sotto i suoi rami almeno una volta nella loro vita. Perciò quel gesto non lasciò indifferenti le persone che si erano fermati ad osservare quello strano uomo dalla giacca senza tasche. Ed è per questo che tutti rimasero in silenzio alle improvvise urla dell'uomo mentre tentava di abbracciare il tronco di quell'albero. L'uomo dalla giacca senza tasche farfugliava qualcosa come:" Fammi poggiare le parole! Ti prego! Sono stanco... Nessuno le potrà più vedere!" - E poi di nuovo - " Te ne prego, fammi poggiare le parole! Nessuno capirà.. Io ne ho bisogno!" L'uomo si coprì il volto con uno dei suoi fazzoletti neri e dopo qualche secondo cominciò a piovere. La gente si affrettò nel cercare un rifugio. Era come se la pioggia avesse rotto un incantesimo. In pochi minuti l'uomo rimase da solo, fermo davanti a quell'albero e con il volto ancora coperto.