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l'universitaria

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by simona sannino

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una mattina mi alzai e voltai il mio sguardo verso la finestra che si affacciava sulla terrazza...che tristezza!! un malessere mi avvinghiava la gola , il petto, e giù giù fino allo stomaco. Non avevo più prospettive nè motivi di autorealizzazione. Cosa mi rimaneva? Certo, una bella famiglia , una bellissima figlia, un uomo che mi adorava , ma nulla di più. Nulla di veramente mio, prodotto dalla mia capacità intellettiva , nulla di cui poter essere fiera, non più alcuna professione per cui valeva la pena alzarsi dal letto. Ecco cosa significava licenziamento all'età di trentotto anni, ecco cosa significava pressione psicologica frustrazione e depressione. "Ma cosa ti manca? " mi dicevano, "Ma figurati se ora puoi intraprendere una nuova professione!" A questo punto riuscii a catapultarmi da letto , vogliosa di reagire ad una situazione che mi stava soffocando. In fondo cosa mi impediva di rimettermi in gioco, se non la mia stessa pigrizia mentale , il mio adagiamento su un qualcosa che fino a quel momento mi aveva resa serena. Perchè non reinserirsi nel mondo del lavoro , ricostruendo una carriera universitaria , da me sempre ambita, ma mai rincorsa veramente, mai desiderata ardentemente , forse perchè ci sono momenti nella vita in cui ti senti intoccabile e invincibile. Ma ora quel momento si era trasformato in una trappola mortale da cui probabilmente non sarei più uscita se non mi fossi messa in contrasto con me stessa , fianco a fianco alle mie paure ed insicurezze...Forza Simona " mi dissi , è giunto il momento tanto atteso, sta per scadere l'iscrizione...
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