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Volo 7895

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by Alessandro Martellotta

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Non c'era più nulla da fare, l'aereo stava precipitando verso l'oceano, ed il comandante Marini si apprestava a concludere la sua carriera di pilota nel più tragico degli epiloghi. Il guasto all'impianto di controllo del velivolo era troppo esteso, e nemmeno un pilota della sua esperienza avrebbe potuto risollevare le sorti di quel gruppo di condannati.
In quel momento il suo unico pensiero era rivolto a suo figlio, quel bimbo di poco più di 5 anni che rappresentava la sua più grande ragione di esistere, ed al quale avrebbe tanto voluto chiedere perdono per essere in procinto di abbandonarlo così presto. Mancavano circa 90 secondi allo schianto, azionò il monitor collegato con le quattro telecamere presenti nella zona passeggeri alla ricerca dello sguardo di un bambino, uno qualsiasi: la sua immagine lo avrebbe avvicinato un pò di più alla creaturina che ora dormiva sereno, ignaro dell'atroce destino che attendeva il suo papá. Nonostante cambiasse la visuale da una telecamera all'altra la scena davanti ai suoi occhi era sempre la stessa: disperazione, preghiere, grida, abbracci, lacrime. Oltre duecento passeggeri condividevano quegli istanti di consapevolezza della fine inesorabile.
Improvvisamente la sua attenzione fu catturata da un passeggero che in quella sorta di incubo collettivo stava seduto alla sua poltrona con in mano una rivista, calmo come se nulla stesse accadendo, con solo qualche gesto di fastidio per la confusione circostante.
Quel momento, che per tutti gli altri rappresentava l'estrema disperazione, per quell'uomo sembrava uno come tanti altri. E forse lo era...
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by Alfredo Grieco

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A guardarlo con maggiore oculatezza, l'uomo pareva abbozzare strani disegni con fare compassato. In testa al foglio su cui stendeva simmetrici ghirigori vi era scritto qualcosa che, zoomando con la telecamera, poteva essere interpretato come "La forma della disperazione". Di cosa si trattava ? Di una rappresentazione grafica delle onde psichiche dei passeggeri in quel tragico momento ? E perché prenderne nota con una tale dovizia di particolari quando ormai rimanevano solo 60 secondi allo schianto ?
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