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Mah, sarà. Le cose succedono, questo è il fatto. Succedono, nonostante noi. fateci caso, ci sono piccoli segnali che si ripetono negli anni a intervalli più o meno regolari e ogni volta, sulla cima della sinusoide o alla fine del cerchio fate vobis avviene qualcosa, qualcosa nasce, un oggetto, un minuscolo particolare imposto al quale nessuno fa caso, uno starnuto, se paragonato ai ritmi del mondo e della vita. Da quel momento però, niente è più lo stesso. Cambia tutto, i gusti, le abitudini, la vita, tutto come se niente fosse. E nessuno se ne accorge. Nessuna reazione, ci si adegua, molli, passivi, vagamente spappolati e con un pensiero possibile in meno. Prendiamo per esempio, il caco mela. Questo, e se fate mente locale farete di si col pensiero, è di sicuro l'anno del caco mela. Non esistevano, non erano attesi ma sono già ovunque, come una cosa normale. Sono geniali i caco mela, maturano lenti e si sbucciano col coltello. Basta, con quei cachi dolci che si sfacevano nelle mani, e basta anche con le anacronistiche mele tout court, ridotte ormai a essere appena più della parte di un vecchio proverbio in disuso. Ora, c'è il caco mela. Il caco mela è una frontiera, un confine. Lo hanno fatto apposta per noi. Un frutto nuovo per un uomo nuovo, più comodo, adeguato, adatto. Instupiditi e indolenti dimenticheremo il passato senza sforzo, come sempre, passeremo ad altro e faremo accessorio smesso anche delle nostre vecchie vite e dei suoi entusiasmi eventuali, come non le avessimo mai vissute, sbucciando il caco mela col coltello, probabilmente felici, senza capirne il senso.
