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Le volte che parlava, consumava un numero infinito di parole, sovrapponendo frasi su frasi, ridondanti, senza mai un punto di arrivo. Emetteva suoni di un disordine disperato, che avrebbero voluto trovare almeno una sponda su cui posarsi, per tradursi in significato o sedimentare.
Anche i silenzi erano storti e stanchi.
Ricordava con precisione il momento esatto in cui era iniziato quel sibilo assordante dentro la sua testa.
Si lavava, si asciugava, sentiva il cuore battere, poi si sedeva, avvertiva il freddo e le gocce che scendevano dall'ascella destra. Le dita si irrigidivano e la presa era difficoltosa e incerta.
Guardava le cose intorno, le sue cose di sempre. Ma adesso c'era una distanza, mai esistita prima, che non consentiva scambio, che non permetteva il contatto. Anche ascoltare era diventato difficile, troppe volte il capire era soffocato dal timore di non esserne capace - e, puntualmente, la sconfitta.
Lo spazio, nel suo luogo di sempre, si era assottigliato, trasformando i movimenti in azione compressa e imprigionata, come è il passo, ripetuto e inutile, di un animale in gabbia.
Eppure l'unica cosa davvero desiderata era continuare ad essere, continuare a dare.
Abbracciare per cancellare il vuoto, per trasmettere calore.
Anche i silenzi erano storti e stanchi.
Ricordava con precisione il momento esatto in cui era iniziato quel sibilo assordante dentro la sua testa.
Si lavava, si asciugava, sentiva il cuore battere, poi si sedeva, avvertiva il freddo e le gocce che scendevano dall'ascella destra. Le dita si irrigidivano e la presa era difficoltosa e incerta.
Guardava le cose intorno, le sue cose di sempre. Ma adesso c'era una distanza, mai esistita prima, che non consentiva scambio, che non permetteva il contatto. Anche ascoltare era diventato difficile, troppe volte il capire era soffocato dal timore di non esserne capace - e, puntualmente, la sconfitta.
Lo spazio, nel suo luogo di sempre, si era assottigliato, trasformando i movimenti in azione compressa e imprigionata, come è il passo, ripetuto e inutile, di un animale in gabbia.
Eppure l'unica cosa davvero desiderata era continuare ad essere, continuare a dare.
Abbracciare per cancellare il vuoto, per trasmettere calore.
