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Sogno l’impossibile sogno utopistico rappresentato dall'idea che un giorno il progresso rallenti la sua veloce corsa futuristica e lentamente si arresti. Irreversibilmente, come gli ingranaggi di un immenso macchinario non più alimentato dall’ingegno umano, non più foraggiati dai morsi della fame del sapere che pungola da tempo immemore gli intelletti terrestri. Tutto fermo e ciò che è stato è stato: continuare con quello che resta nel palmo della mano dopo aver raccolto il pugno di sabbia della sapienza , con le conquiste raggiunte in migliaia di anni, scorgendo l’orizzonte di nuove colonne d’Ercole, oltre le quali l'ignoto renderebbe impossibile la prosecuzione del viaggio.
Progetti innovativi cancellati, visioni cestinate e visionari sdoganati: l’interesse rivolto esclusivamente al mantenimento dell’acquisito; il tempo, prezioso, da spendere nella comprensione del meccanismi che ci hanno accompagnato sino a qui e apprezzamento totale e infinita riconoscenza per le brillanti menti che ci hanno preceduto.
Vivere misuratamente il presente sgranando il rosario del passato per assaporare il gusto delle battaglie vinte, dei muri sgretolati spostando linee di confine che parevano inamovibili.
Sogno spesso l’ impossibile, mentre mi trovo qui, seduto del semicerchio di una grande aula della facoltà di ingegneria: anno primo di Ingegneria- logistica- della produzione, e il dubbio mi assale: cosa mai produrrò tra cinque anni e con che logica, ma soprattutto, potrò contare sull'ingegno che come uno spirito sembra ora volteggiare nell'ala di questa università?
Progetti innovativi cancellati, visioni cestinate e visionari sdoganati: l’interesse rivolto esclusivamente al mantenimento dell’acquisito; il tempo, prezioso, da spendere nella comprensione del meccanismi che ci hanno accompagnato sino a qui e apprezzamento totale e infinita riconoscenza per le brillanti menti che ci hanno preceduto.
Vivere misuratamente il presente sgranando il rosario del passato per assaporare il gusto delle battaglie vinte, dei muri sgretolati spostando linee di confine che parevano inamovibili.
Sogno spesso l’ impossibile, mentre mi trovo qui, seduto del semicerchio di una grande aula della facoltà di ingegneria: anno primo di Ingegneria- logistica- della produzione, e il dubbio mi assale: cosa mai produrrò tra cinque anni e con che logica, ma soprattutto, potrò contare sull'ingegno che come uno spirito sembra ora volteggiare nell'ala di questa università?
