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Si sgrovigliò dalle lenzuola, saltò giù dal letto ed uscì scalzo.
Voleva darsi il buongiorno con la sensazione che avrebbe trasmesso l’erba ai suoi piedi nudi. Con fare da equilibrista percorse i pochi passi, morbidi e freschi, consentiti dalla sottile striscia di verde cresciuta di fronte alla sua porta.
Era bravo Marco. Riusciva a far vivere quello che gli altri lasciavano morire.
Rientrò in casa, regalò volume agli Eels ed immaginò Mr E. che gironzolava per le stanze, con quel barbone incolto e quella sua aria estraniata. Mr E. comparve, spuntando con la testa dalla finestra della cucina, allungò un braccio e disse: “Hey Marco… versa ancora un po’ di caffè nella tazza… e dimmi … qual’è la parolina magica che sussurri ad ogni pianta per convincerla a non scomparire per sempre sotto terra?”
Dal giorno in cui Marco incontrò per la prima volta quella voce, ascoltando Rags to Rags, Mr E. era diventato il suo “friendly ghost” …
Marco era capace di far danzare, sul tappeto della sua spontaneità, una miscela irresistibile di pragmatismo e astrazione, ritmata da amabile irrequietezza.
Si versò il caffè, cozzò la sua tazza con quella dell’immaginario, sorrise alla giornata che lo attendeva e saltò in sella alla bici per raggiungere la solleticante sfida, un vero e proprio “progetto impossibile".
Neanche Davide, il suo miglior amico, era al corrente di ciò che avrebbe avuto inizio.
Voleva darsi il buongiorno con la sensazione che avrebbe trasmesso l’erba ai suoi piedi nudi. Con fare da equilibrista percorse i pochi passi, morbidi e freschi, consentiti dalla sottile striscia di verde cresciuta di fronte alla sua porta.
Era bravo Marco. Riusciva a far vivere quello che gli altri lasciavano morire.
Rientrò in casa, regalò volume agli Eels ed immaginò Mr E. che gironzolava per le stanze, con quel barbone incolto e quella sua aria estraniata. Mr E. comparve, spuntando con la testa dalla finestra della cucina, allungò un braccio e disse: “Hey Marco… versa ancora un po’ di caffè nella tazza… e dimmi … qual’è la parolina magica che sussurri ad ogni pianta per convincerla a non scomparire per sempre sotto terra?”
Dal giorno in cui Marco incontrò per la prima volta quella voce, ascoltando Rags to Rags, Mr E. era diventato il suo “friendly ghost” …
Marco era capace di far danzare, sul tappeto della sua spontaneità, una miscela irresistibile di pragmatismo e astrazione, ritmata da amabile irrequietezza.
Si versò il caffè, cozzò la sua tazza con quella dell’immaginario, sorrise alla giornata che lo attendeva e saltò in sella alla bici per raggiungere la solleticante sfida, un vero e proprio “progetto impossibile".
Neanche Davide, il suo miglior amico, era al corrente di ciò che avrebbe avuto inizio.
