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Fumi e profumi di città

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by Pamela Paci

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In questo momento vorrei essere a Central Park, seduta su una delle tante panchine all’ombra dei suoi grandi olmi secolari, a godermi i raggi di sole che filtrano tra i rami e che si riflettono sulle acque dei suoi poetici laghetti, ad ammirare famiglie in visita allo zoo, giovani diretti a Strawberry Fields, persone di ritorno dai concerti al Great Lawn, far godere poi gli occhi dell’azzurro del cielo terso, volgere lo sguardo alla statua di Shakespeare e infine sospirare.
Ma se ora fossi a New York, non potrei certamente essere a Central Park perché sarebbero le otto del mattino e farebbe troppo freddo per portare a passeggio la mia piccola Cloe. Inoltre, non vedrei né bambini con lo zucchero filato né coppie di fidanzati crogiolarsi in canoa. Dunque, vediamo, a quest’ora come si mostrerebbe la città? Times Square sarebbe già un via vai concitato di auto e taxi con ondate di bus a due piani per il city sightseeing e gruppi di turisti temerari che sfidano il freddo pungente del mattino per ammirare la città che non dorme mai, per immortalare i suoi crocevia, le insegne luminose, i cartelloni della Broadway, i videowall, i manifesti, i tombini fumanti... Gruppi di curiosi si accalcherebbero davanti agli Studios per assistere a Good Morning America e… e… uhm, sento il suo profumo, anzi no la sua aroma, l’aroma del caffè di Starbucks e il profumo dei suoi muffin! Vorrei essere a New York, anche a quest’ora, anche con il freddo!
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