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Molto prima dell'alba
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L’uomo con la valigia si era svegliato presto, molto prima dell’alba, come sempre. Non succedeva per insonnia, e nemmeno per abitudine conclamata, non era stato nemmeno per il freddo e l’umidità, è che c’era sempre un pensiero prepotente a svegliarlo, ogni mattina, da sempre. Per chiunque avrebbe avuto un nome diverso, si sarebbe trattato di un sogno, magari di un sogno venuto male abbastanza da essersi trasformato in incubo, ma per lui non era mai stato così, erano pensieri, anzi un pensiero più forte degli altri e diverso ogni mattina a svegliarlo, questo era per lui, i sogni erano altro, i sogni stavano tutti nello spazio dell’incoscienza transitoria e apparente della notte, erano voli incontrollati racchiusi tra due pensieri, voli di cui quasi mai riusciva a trattenere il ricordo. Un pensiero quindi, niente immagini irreali, mostri da chissà quante teste o chissà quale altra fantasia interiore, solo un pensiero nitido e preciso, talmente forte da battere il tempo, regolare il ritmo e la durata del sonno di ogni sua notte fino a accompagnarne il risveglio. Il pensiero di quel mattino ancora buio aveva suono e sapore, il suono mescolato delle parole sentite la sera prima, parole in mille lingue accavallate nel rumore inevitabile della bettola dove aveva riempito lo stomaco di semola croccante e di pesce tenerissimo e contagiato il palato di piccante e di spezie. .....