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Preferiva rimanere sola. Aveva come l’impressione che “gli altri” frugassero nei suoi occhi, dietro lo sguardo, tra i suoi pensieri.
Tuoni nella mente. La abbagliavano accecandola e poi sparivano. In un attimo.
Aveva trovato un diversivo: accendere, di continuo, la lavatrice. Il suono del cestello metallico distraeva “gli altri”, solo così non avrebbero capito nulla, non avrebbero saputo mai nulla. Se qualcuno, durante quei giorni-di-centrifughe-senza-fine , avesse letto le pagine della sua moleskine avrebbe pensato che dentro quella donna vi fosse un miscuglio indistinto di tante, mille altre donne. Troppo debole per troncare o troppo forte per lasciare? Scriveva in attesa di un (altro) Lui a cui far leggere quelle parole, dedicava i suoi pensieri a chi l’avrebbe accettata senza se e senza ma. Senza la pretesa di cambiarle il colore delle scarpe, l’acconciatura, l’eyeliner nero, di invitarla a sorseggiare uno squallido decaffeinato perché sei-troppo-stressata-tesoro sostenendo tesi, riportate nell’ inserto salute del Sole24ore, secondo le quali leggere durante la notte non è salutare, meglio evitare perché sei-troppo-stressata-tesoro. I suoi non erano vezzi da radical chic, non recitava un copione scritto da Pinter. Erano in pochi coloro i quali la capivano, per “gli altri” era solo troppa-enfasi, di più non riuscivano a dire. Lunedì mattina uscì per fare la spesa e incontrò un Lui. A vederla passare ruotò come un satellite, inizialmente rapito dal profumo di ribes nero dei suoi lunghi capelli castani…
Tuoni nella mente. La abbagliavano accecandola e poi sparivano. In un attimo.
Aveva trovato un diversivo: accendere, di continuo, la lavatrice. Il suono del cestello metallico distraeva “gli altri”, solo così non avrebbero capito nulla, non avrebbero saputo mai nulla. Se qualcuno, durante quei giorni-di-centrifughe-senza-fine , avesse letto le pagine della sua moleskine avrebbe pensato che dentro quella donna vi fosse un miscuglio indistinto di tante, mille altre donne. Troppo debole per troncare o troppo forte per lasciare? Scriveva in attesa di un (altro) Lui a cui far leggere quelle parole, dedicava i suoi pensieri a chi l’avrebbe accettata senza se e senza ma. Senza la pretesa di cambiarle il colore delle scarpe, l’acconciatura, l’eyeliner nero, di invitarla a sorseggiare uno squallido decaffeinato perché sei-troppo-stressata-tesoro sostenendo tesi, riportate nell’ inserto salute del Sole24ore, secondo le quali leggere durante la notte non è salutare, meglio evitare perché sei-troppo-stressata-tesoro. I suoi non erano vezzi da radical chic, non recitava un copione scritto da Pinter. Erano in pochi coloro i quali la capivano, per “gli altri” era solo troppa-enfasi, di più non riuscivano a dire. Lunedì mattina uscì per fare la spesa e incontrò un Lui. A vederla passare ruotò come un satellite, inizialmente rapito dal profumo di ribes nero dei suoi lunghi capelli castani…
