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Il nubifragio

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by piero tallarico

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Ora no, ora c'e' il nubifragio, ma te lo ricordi quando il sole spaccava le pietre? Ti ricordi di quella volta che il verde era verde e il blu era blu? E la luce? te la ricordi la luce che faceva l'estate? E il calare del sole dietro al mare, le giornate allungate, il raggio verde, le parole zittite dai silenzi stupiti dal momento e dalla bellezza? Te lo ricordi quando scrivevo che chi guarda il mare cammina con la bocca salata? E i sogni sdraiati al sole, e tutti quei desideri scintillanti proiettati sullo schermo degli occhi chiusi disposti al futuro, te li ricordi? Ora no, ora c'è il nubifragio e la luce che entra non ce la fa, a dare ombra agli oggetti. Potresti attaccarti al ricordo e cercare il sale sul palato, oppure provare a scappare lontano dalla tua mente e dai suoi luoghi senza bisogno di meta o di ragione, ma rischieresti amarezza e qualche tipo di rimpianto, non lo so se ti conviene. Puoi solo sdraiarti forse, spegnere tutti i rumori e guardare fuori il cielo di un solo colore, ascoltare il ritmo disordinato della pioggia che picchia più forte dopo ogni tuono e accettare il limite possibile della tua gioia, intorpidita in mezzo a questo giorno che è solo più corto di ieri. Non lo so se servirà ma puoi provarci, approfittarne fino trovare una strada che valga la pena di camminare e restituisca quiete ai pensieri, proprio adesso che c'è il nubifragio. Il nubifragio, solo nuvole che si frangono. bello, quando le parole dicono la semplice verità. La luce che riesce a entrare non ce la fa a dare ombra agli oggetti. Forse, dovresti provare a chiudere gli occhi. Forse un sonno senza sogni, avrà cura di te.
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