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Autunno. L'autunno è stagione che per sua natura si presta a teatro di storie cupe, specialmente nelle sue serate più piovose. Quelle serate in cui le gocce di pioggia cadono dalle nubi come aghi sferrati con forza sugli ombrelli e sui soprabiti.
Proprio in una di queste sere è ambientata la nostra storia.
La giacca tirata sopra la testa riusciva a ripararlo dalla pioggia solo in parte. Se prima infatti era il capo ad essere esposto, ora lo erano le anche e la parte bassa della schiena. L'acqua lo colpiva talmente forte da fargli pensare che fosse grandine. "Impossibile ad ottobre" commentò tra i suoi pensieri. L'aveva chiamato Riccardo, gli aveva chiesto se voleva passare a fare un salto da lui - Come no! - e ora era sotto la pioggia, ma ormai era quasi arrivato.
Quasi.
La macchina gli si accostò tagliandogli leggermente la strada. Un agguato. In tre scesero, il primo gli aggiustò un gancio sotto la mascella, il secondo gli fiondò il suo destro all'altezza del fegato ed il terzo come fosse un laccio gli si legò addosso accomodandolo nel sedile posteriore dell'auto.
-Chi siete?- A ripetizione, nessuna risposta. Panico rantolii. Occhi gettati qua e là.
-Qui le domande le facciamo noi, hai capito? Eh, dì, hai capito? Cosa cazzo vi credete di fare voi? Dei ragazzi, dei bambini quasi, a fare gli adulti a casa mia. Ma a me non ci avete pensato? a me che sono adulto vero, ci avete pensato, poppanti?
Proprio in una di queste sere è ambientata la nostra storia.
La giacca tirata sopra la testa riusciva a ripararlo dalla pioggia solo in parte. Se prima infatti era il capo ad essere esposto, ora lo erano le anche e la parte bassa della schiena. L'acqua lo colpiva talmente forte da fargli pensare che fosse grandine. "Impossibile ad ottobre" commentò tra i suoi pensieri. L'aveva chiamato Riccardo, gli aveva chiesto se voleva passare a fare un salto da lui - Come no! - e ora era sotto la pioggia, ma ormai era quasi arrivato.
Quasi.
La macchina gli si accostò tagliandogli leggermente la strada. Un agguato. In tre scesero, il primo gli aggiustò un gancio sotto la mascella, il secondo gli fiondò il suo destro all'altezza del fegato ed il terzo come fosse un laccio gli si legò addosso accomodandolo nel sedile posteriore dell'auto.
-Chi siete?- A ripetizione, nessuna risposta. Panico rantolii. Occhi gettati qua e là.
-Qui le domande le facciamo noi, hai capito? Eh, dì, hai capito? Cosa cazzo vi credete di fare voi? Dei ragazzi, dei bambini quasi, a fare gli adulti a casa mia. Ma a me non ci avete pensato? a me che sono adulto vero, ci avete pensato, poppanti?
