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Io e il vento

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by Luca Vanzulli

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Quack Quack, ore sei la mia sveglia suona. Quack Quack…mi trascino in cucina, alzo la tapparella: è buio pesto, soffia un forte vento e la pioggia è battente. Questa mattina mi sono ripromesso di andare a correre prima di andare ad affrontare la routine quotidiana del lavoro. Mi vesto, scendo, attraverso il viale degli abeti ed eccomi, con gli occhi ancora semichiusi pronto per iniziare a correre! Sono già tutto bagnato prima ancora di partire. L’aria è fresca e le gocce mi scendono dal viso. La maglia pesa già due kg in più. Il vento soffia a mio favore. La signora Roger sta rientrando dal turno di notte: la invidio un po’…ora andrà a riposare. Ma subito dopo mi vergogno un po’ di quello che ho detto e mi lascio trasportare dal vento, che tuttavia girata la curva d’improvviso sparisce lasciandomi da solo con la pioggia che continua a cadere copiosa. All’improvviso mi viene incontro una ragazza che corre veloce…”che campionessa” dico tra me! In realtà mi accorgo che sta facendo la finale dei 100mt per non perdere la corriere. Che fortuna io sto correndo per godermi un momento tutto mio. Ora il vento è contro e mi asciuga per qualche istante il viso. La mia mente vaga, penso e mi proietti in mondi infinitamente lontani e vicini. Mi assopisco nei miei pensieri e continuo a correre. Le prime luci del giorno arrivano lentamente e la pioggia si fa più insistente. Ritorno lungo il tratto di percorso con il vento a favore. Il nuovo giorno è iniziato!
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