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sono quello che sono. sono il vento che che quando siete sdraiati vi entra tra le dita dei piedi. L'avete presente la sensazione? pensateci, pensatevi sdraiati davanti a un mare di settembre, l'ultimo sole a scaldare le gote e a farvi chiudere gli occhi. Ci siete? Ci avete pensato? Ecco, io Sono la prima sensazione, proprio quella lì che riuscite a trovare all'incrocio esatto tra immaginazione e ricordo, sono il sollievo atteso e desiderato che si infila tra le dita e sale su senza fretta, vento salato che potete sentirlo addosso poco per volta, che separa i capelli in ciocche e le divide , sono il vostro pensiero migliore spettinato davanti a un mare per forza puntuale e impreciso, l'inquietudine passata a miglior vita, io sono quel che non ha senso, la certezza della futilità resa virtù, sono il non importa, il tutto accade, il fatalismo, sono un momento dispari che spareggia il tempo e il reale, sono il sogno e la bellezza, il disordine e la pazzia, sono quel che non si credeva esistesse e che volete sentire, sono la musica che dà calcio e calci alle ossa, il sonno dopo la stanchezza, il primo sorso d'acqua dopo una sete infinita, sono il caffè che sveglia dal sonno e dal sogno, quel che avete messo via, che non volevate crederci, sono qualche parola intimidita, invecchiata male e ancora viva, sono la libertà di credere a quel che non si può, la risposta esatta alle piccole incoerenti bugie personali e quotidiane, io sono il cibo, il piacere, una voce muta, sono l'attesa mai vana, il calore che serve. Io forse, sono quel che vi vuole e che vi appartiene. Sono quel che sono. Il nome magari, datemelo voi.
