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I segreti di Lodlund - episode 4

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by Erwin Buchmann

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Il mattino seguente, prima ancora che il sole albeggiasse, si recò a piedi verso le zone selvagge, lì dove Heleron le aveva indicato la presenza di cavalli in libertà. Ella non escludeva che, pur di avere uno di quei destrieri, avrebbe potuto usare nuovamente le proprie arti magiche, sebbene questo fosse vietato al di fuori di Lodlund.
Una regola, a proposito, che solo i Ghelim, rispettosi delle norme, seguivano; per i Malacat, abusare dei loro poteri al di fuori del Regno era usanza diffusa, in quanto non rispondevano alle norme stabilite da Serepit (e il suddetto divieto rientrava in queste).
Camminò di buona lena, e giunse in quei boschi selvaggi prima che facesse mezzogiorno.
Lungo la strada non incontrò imprevisto alcuno, ma avvertì, in più di una occasione, molti occhi intorno a lei.
Ella percepiva il respiro dei lupi, che la studiavano pronti a un attacco ma al tempo stesso la temevano. Nessuno come loro era in grado di fiutare la diversità, in una figura apparentemente umana; ella questo lo sapeva, e perciò tendeva spesso l'orecchio, per capirne le intenzioni. Sentì per un attimo anche uno sguardo non animale, o almeno fu questa la sua impressione, ma non ci fece caso.
Finì per giungere in un grande prato informe, custodito nel cuore della foresta, e fu lì che, in lontananza, vide un bianco destriero dalla coda argentata...
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2

by Maria Maio

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Maestoso e regale, si abbeverava all'acqua cristallina di un ruscelletto che divideva in due il prato. Il sole del mattino ne illuminava il candido manto vestendolo di riflessi argentei e donando a quella già magnifica creatura, un'aura quasi magica.
Lilin ne rimase colpita: era forte e robusto e senza indugiare oltre, decise che quello sarebbe diventato il suo destriero, il cavallo che l'avrebbe condotta a Lodlund.
Si addentrò nella radura avvicinandosi piano; l'animale smise di bere e scrollò il possente collo facendo vibrare la folta e lunga criniera. Lilin era determinata a non contravvenire al precetto della sua stirpe a meno che non ne fosse costretta: voleva provare ad ammansirlo solo con la dolcezza dei suoi gesti, la decisione del suo sguardo e la sicurezza del suo tocco.
Allungò la mano nel tentativo di sfiorarlo ma l'animale indietreggiò sbuffando ed inarcando la testa, emettendo un leggero ed infastidito nitrito. Lilin non si perse d’animo e ritentò: fissò il suo sguardo intenso negli occhi del destriero, la sua mano ne sfiorò piano il collo e la testa; l’animale stavolta non oppose resistenza, si lasciò carezzare e quando Lilin lo sentì docile sotto la mano, lo montò con l’abilità e la destrezza di un indomito cavaliere.
Si guardò intorno: continuava ad avvertire presenze malvagie, ed il viaggio si annunciava pieno di insidie ma nulla avrebbe potuto fermarla, era pronta a lottare.
Il sole era allo zenit quando si lanciò al galoppo alla volta di Lodlund.
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