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I segreti di Lodlund - episode 1

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by Erwin Buchmann

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Nonna Ashgot portava con sé un segreto, e nessuno, nel villaggio, era mai riuscito a carpirglielo.
Cosa mai conteneva quella bevanda, così simile a un comune infuso di erbe, per trasformare i malati in atleti, i moribondi in vivi e prestanti uomini?
L'opinione diffusa era che Nonna Ashgot fosse scampata, bontà del signore, alla caccia alle streghe.
In fondo, un altro grande segreto che celava in sé era l'età; nessuno si sarebbe stupito, se fosse stato dimostrato che ella aveva duecento anni, o anche di più.
Rintanata in una modesta casetta, usurata come lei dal tempo, osservava distrattamente il procedere per somme abitudini della vita del villaggio.
Qualche cacciatore che rincasava con poca selvaggina, il mugnaio che malediceva le vacche per il poco latte, gli asini che ragliavano sconsolati, intirizziti dal peso della legna sulla schiena...tutto procedeva con la consueta lentezza, se non fosse stato per l'arrivo, in uno dei primi giorni d'autunno, di un forestiero, vestito con abiti neri, come il colore del suo destriero.
Nonna Ashgot, per la prima volta dopo molto tempo, nel vedere quella figura delinearsi al centro del villaggio provò un concreto desiderio di scomparire; c'era del pericolo nell'aria, lo si poteva sentire distintamente, nonostante l'intenso odore del muschio.
"Che fare?" si chiedeva, sorseggiando lentamente il suo infuso...
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by Maria Maio

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"L'autunno è arrivato troppo presto quest'anno, l'odore di foglie marcite mi pizzica il naso e le mie ossa scricchiolano più del solito. Prima che geli dovrò fare un giro nel bosco.". Appoggiò la tazza fumosa sul tavolo, si alzò infastidita dalla poltroncina sistemata davanti al camino e si diresse a passo deciso verso le mensole della cucina, sulle quali facevano bella mostra di sè una varietà colorata, multiforme ed impolverata di bottiglie, barattoli, boccette e vasetti. Ne aprì un paio e sbirciò dentro per accertarsi che fossero sufficientemente pieni. Scosse il capo e si rabbuiò, le rughe del volto le segnarono il viso come grinze su un vestito. "Devo andarci prima possibile, non posso farmi trovare impreparata...". Non aveva ancora riposto il barattolo che Sophie si precipitò in casa spalancando la porta come una folata di vento, urlando:” Nonna Ashgot, mio padre sta molto male, abbiamo bisogno di te, ti prego devi aiutarlo!”.
Sophie era una ragazzina del villaggio. Da quando la madre era morta dandola alla luce viveva da sola col padre, un uomo forte e generoso che lavorava nei campi ed allevava bestiame.
“Si è accasciato a terra all’improvviso, io non so cosa fare! Il tuo infuso miracoloso lo salverà!”. Nonna Ashgot non disse una parola, afferrò un sacchetto di stoffa che teneva in un cassetto , si avvolse nello scialle di lana e seguì Sophie come meglio potè nella sua corsa verso casa. Nonna Ashgot annusava l’aria: era fredda e cupa, un’ombra nera sembrava allungarsi sul villaggio.
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