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Ottomilaottocentoquarantotto metri sul livello del mare è l'altezza del monte Everest, Sagaramāthā (dio del cielo) secondo il nome che gli hanno dato i nepalesi, il tetto del mondo, la cui conquista ha da sempre tentato persone comuni e grandi condottieri, folli ed esploratori professionisti. Il gigante è stato oggetto di tante imprese originali, talvolta bizzarre: scalate in bicicletta, discese con gli sci, persino un lancio dalla vetta con un parapendio.
Potrebbe quasi sembrare che oramai non ci sia più nessuna nuova sfida possibile, nulla che non sia già stato tentato o fatto. “Eppure, proprio adesso, sembrerebbe che una nuova impresa vada tentata” pensò Hilary, biologa a Cambridge. A farle venire in mente una simile riflessione fu il reportage che stava leggendo sul giornale del mattino: proprio ai piedi dell’Everst c’è la discarica a cielo aperto più alta del mondo, tonnellate di rifiuti abbandonati dai vari turisti e scalatori che ogni anno si recano in visita da quelle parti; il governo del Nepal cerca di porvi rimedio con iniziative importanti ed alcuni gruppi di volontari si recano nei luoghi nei quali si ammassano i rifiuti per ripulirli, ma ad oggi pare che tali sforzi sian risultati insufficienti.
Tra la lettura di quell’articolo di giornale e la colazione lasciata in tavola a raffreddarsi, si era ormai fatta l’ora di raggiungere il laboratorio, ma non senza prima aver dato un’occhiata alla posta elettronica: una mail da alcuni colleghi di Genova con un lungo report sui risultati di uno studio congiunto, qualche notifica di facebook ed una nuova offerta su Groupon, dei biglietti super scontati per mete esotiche: Malindi, Sumatra, Kathmandu...
Potrebbe quasi sembrare che oramai non ci sia più nessuna nuova sfida possibile, nulla che non sia già stato tentato o fatto. “Eppure, proprio adesso, sembrerebbe che una nuova impresa vada tentata” pensò Hilary, biologa a Cambridge. A farle venire in mente una simile riflessione fu il reportage che stava leggendo sul giornale del mattino: proprio ai piedi dell’Everst c’è la discarica a cielo aperto più alta del mondo, tonnellate di rifiuti abbandonati dai vari turisti e scalatori che ogni anno si recano in visita da quelle parti; il governo del Nepal cerca di porvi rimedio con iniziative importanti ed alcuni gruppi di volontari si recano nei luoghi nei quali si ammassano i rifiuti per ripulirli, ma ad oggi pare che tali sforzi sian risultati insufficienti.
Tra la lettura di quell’articolo di giornale e la colazione lasciata in tavola a raffreddarsi, si era ormai fatta l’ora di raggiungere il laboratorio, ma non senza prima aver dato un’occhiata alla posta elettronica: una mail da alcuni colleghi di Genova con un lungo report sui risultati di uno studio congiunto, qualche notifica di facebook ed una nuova offerta su Groupon, dei biglietti super scontati per mete esotiche: Malindi, Sumatra, Kathmandu...